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Bergamo

A Bergamo il più grande studioso della mummia Oetzi

Di Redazione14 maggio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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Albert Zink, il più grande studioso della mummia Oetzi

BERGAMO — E’ l’uomo che meglio conosce al mondo la mummia del Similaun. Appuntamento da non perdere per gli amanti dell’archeologia: il 16 maggio prossimo, alle 21.30 al museo archeologico di Bergamo arriverà Albert Zink per una conferenza su “Oetzi, l’uomo venuto dal ghiaccio”.

Zink è direttore scientifico dell’Istituto per le Mummie e l’Iceman dell’Eurac research di Bolzano, si occupa di antropologia molecolare, nanotecnologie, paleopatologia, paleoepidemiologia e studi forensi. Il celebre professore è noto per aver studiato l’uomo del Similanun, la mummia di Tutankhamon e recentemente per le indagini svolte su Ramses III.

Laureato in Biologia presso l’Università di Monaco, con specializzazione in Paleopatologia, Zink ha pubblicato numerosissimi articoli su riviste scientifiche, scritto libri sulle mummie e sugli studi ad esse applicati, tra cui ad esempio “Die Welt der Mumien: Von Ötzi bis Lenin”. Ha partecipato a convegni internazionali e tiene conferenze in tutto il mondo.

Venerdì 16 maggio sarà a Bergamo per parlare di Oetzi, la celebre mummia databile all’Età del Rame, tra il 3300 e il 3200 a.C., oggi conservata presso il Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano.

Si tratta del corpo umano più antico al mondo conservato nel ghiaccio. La mummia è al centro di un grande progetto di ricerca condotto dall’’Eurac di Bolzano l’Institute for Mummies and the Iceman (Istituto per le Mummie e l’Iceman), tra cui spiccano le analisi sul DNA mitocondriale.

Oetzi ha fornito moltissime informazioni: il suo ultimo pasto a base di carne di cereali, carne di stambecco, probabilmente cotta, la presenza di tatuaggi, l’appartenenza al gruppo sanguigno 0, la predisposizione a malattie cardiovascolari, l’intolleranza al lattosio, la presenza della malattia di Lyme.

Di Oetzi è stata fatta una ricostruzione completa del corpo e del volto. La prima ricostruzione è stata fatta 14 anni fa ed una seconda a vent’anni dalla scoperta. Quest’ultima, che si è avvalsa dei recenti metodi ricostruttivi della medicina forense, è particolarmente viva ed emozionante.

La conferenza racconterà l’esperienza unica ed eccezionale dello studioso che ha compiuto le ricerche sulla mummia e che ancora oggi indaga con un nuovo progetto incentrato sullo stomaco e porterà gli ascoltatori a guardare negli occhi un uomo vissuto 5000 anni prima di noi.

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