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Poesie

“Non aggiungere ai dolori” di Stesicoro

Di Redazione7 maggio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

«Non aggiungere ai dolori angosce penose
e, per il futuro,
attese gravi tu non predirmi.

Non sempre allo stesso modo,
sulla terra sacra, gli dèi eterni
posero continua la discordia agli umani,
e neppure la concordia: ogni giorno
una mente diversa ispirano gli dèi.
Le tue profezie, o signore, non tutte le avveri Apollo
che lungi saetta.

Ma se è destino – e così han filato le Parche –
ch’io veda i miei figli uccisi l’uno dall’altro,
giunga allora a me sùbito il compimento della morte odiosa,
prima ch’io veda
questi eventi dolorosi, causa di molti gemiti e di pianto:
i figli morti
nel palazzo o la città espugnata.

Suvvia, o figli, date ascolto alle mie parole, amati figli.
Un esito tale a voi io propongo:
che abbia uno la reggia e abiti nella patria Tebe;
e se ne vada l’altro,
tenendo per sé le greggi tutte e l’oro del padre;
e sia la sorte a decidere,
chi per primo sarà estratto per volere delle Parche.

Questo può essere – credo –
lo scioglimento del vostro triste destino,
secondo i moniti del divino vate;
se davvero il Cronide vorrà salvare la progenie e la città
di Cadmo signore,
per molto tempo rinviando la sventura che alla stirpe
regale il destino ha fissato».

Così disse la chiara donna, parlando con dolci parole,
e volendo porre fine alla contesa dei figli nel palazzo,
e insieme a lei l’indovino Tiresia: ed essi diedero ascolto

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