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La crisi uccide: suicidi aumentati del 30 per cento

Di Redazione30 aprile 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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La crisi economica uccide: aumentati del 30 per cento i suicidi

ROMA — La crisi uccide, nel vero senso della parola. E’ l’allarme lanciato dal Rapporto Osservasalute 2012 dell’Università Cattolica di Roma, secondo il quale begli ultimi quattro anni i suicidi dovuti a motivazioni economiche sono cresciuti fino al 30 per cento.

Secondo quanto reso noto dallo studio, gli italiani fanno sempre più massiccio agli antidepressivi e continua ad aumentare il rischio suicidi. Il consumo di farmaci contro la depressione è quadruplicato in dieci anni, passando da 8,18 (dosi giornaliere ogni mille abitanti) del 2000 a 36,1 del 2011, complice anche la “facilità di utilizzo” di questo tipo di medicinali, spesso prescritti anche “in caso di depressione lieve”.

Il tasso dei suicidi è in continuo aumento negli ultimi anni. Nel biennio 2008-2009 si é attestato a 7,23 ogni 100mila abitanti, con ben 3870 casi nel solo 2009 contro i 3.607 del 2006.

Un dato che “può essere un segno, oltre che di patologia psichiatrica, del crescente disagio sociale”, si legge nel Rapporto, e che “va monitorato con attenzione anche al fine di prevedere un rafforzamento delle attività preventive e della presa in carico sanitaria e sociale di soggetti a rischio”.

L’incremento osserva il rapporto è dovuto pressoché esclusivamente a un aumento dei suicidi tra gli uomini. A togliersi la vita è un uomo nel 77 per cento dei casi.

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