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Economia

Confindustria: pressione fiscale reale al 53 per cento

Di Redazione24 aprile 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi

Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi

ROMA — La pressione fiscale reale sulle imprese è salita al livello “intollerabile” del 53 per cento. Lo denuncia Confindustria.

Secondo il direttore della Ricerca economica della Banca d’Italia Daniele Franco la pressione fiscale calcolata in Italia sarebbe del 44 per cento, la più alta degli ultimi 50 anni e supera di 3 punti la media degli altri Paesi dell’euro.

Inoltre, combinata con “l’elevato livello di evasione fiscale rende il carico sui contribuenti onesti ancora più ingente” creando anche un “ostacolo alla crescita”. E

Ma l’allarme fisco risuona più volte nell’aula del Senato dove i parlamentari sono impegnati nelle audizioni sul Def, il documento di economia e finanza con le nuove stime.

Secondo Rete Imprese Italia, che raggruppa artigiani e commercianti, le stime riguardano un aggravio di 2.600 euro l’anno per famiglia. Già perché, come dice Bankitalia, la pressione fiscale è al 44 per cento, ma c’é l’evasione che fa sbilanciare il prelievo soprattutto sugli onesti.

Il peso delle tasse è tale che comincia ad avere consistenza macro economica anche il fenomeno di chi non riesce a pagare. Mancano all’appello circa 20 miliardi di euro, di cui 6 attribuibili all’ultima categoria. Lo si legge tra le righe dell’intervento del presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino. Le manovre, spiega, sul fronte delle entrate non hanno gli effetti sperati.

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