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La festa della Liberazione, secondo me

Di Redazione23 aprile 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La festa della Liberazione

La festa della Liberazione

BERGAMO — Il 25 Aprile 2013 bella festa della liberazione, della libertà e della democrazia. Grazie a tutti quei politici e cittadini, che l’hanno conquistata, grazie ai padri fondatori della nostra bellissima costituzione italiana. Grazie a quei padri che hanno fatto della bella politica, quella alta, quella che ha costruito le basi per un’Europa unita, che ci ha garantito 70 anni di pace.

Hanno saputo portare avanti una politica in cui cerano grandi progetti, di civiltà, di giustizia, con l’obiettivo del bene comune. avevano grandi vedute di costruzione di un futuro di grandi ideali, di valori e di speranza, con l’obiettivo di una società libera , democratica, di collaborazione con tutti gli stati del mondo dentro un organismo istituzionale che è l’Onu, per cercare sempre il superamento di tanti problemi tra cui quello della fame, delle malattie infettive, dello sfruttamento, delle ingiustizie sociali, dei conflitti, delle guerre.

Si sono battuti e lavorato per costruire un mondo più giusto, migliore e di pace. anche se devo dire che ci sono anche oggi tante brave persone, che fanno politica con passione, trasparenza,e onestà, bisogna dirlo non sono tutti uguali, non siamo tutti uguali. Però io dico che ora dobbiamo tutti insieme riprendere con forza quella bella e alta politica, con responsabilità, entusiasmo, mettersi al servizio della gente, al servizio della società e dei cittadini, con umiltà, semplicità, naturalezza, essere al servizio in particolare dei più bisognosi, dei più deboli, dei poveri, per trovare e dare delle risposte e soluzioni ai loro bisogni.

Dico che però per riprendere quella bella e sana politica dei fondatore, della costituzione italiana, dell’Europa unita, dell’Onu, c’è bisogno di liberarsi della prepotenza, del malcostume, del non rispetto delle regole, delle volgarità, delle falsità, delle parolacce, degli insulti, degli urlatori. Sostituirli con l’intelligenza, con la gentilezza, con il rispetto della dignità delle persone, riempirla la nostra società con dei valori veri, di uguaglianza, di accoglienza, di solidarietà, di libertà, di democrazia, di diritti e doveri, utilizzare al meglio la ragione e il cuore, per risolvere i problemi, con l’obiettivo di contribuire a costruire una società veramente libera, dove ci sia più giustizia sociale e di pace, dove tutti si possano sentire a pieno cittadini del mondo.

Francesco Lena

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