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Prima periferia

Dalmine: salta la terza linea dell’inceneritore

Di Redazione19 aprile 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'inceneritore Rea di Dalmine

L’inceneritore Rea di Dalmine

DALMINE — “No alla terza linea, sì all’ammodernamento delle due esistenti facendo squadra con gli altri impianti a livello lombardo”. Queste le conclusioni a cui sono giunti, durante la conferenza dei servizi sull’istruttoria per il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale dell’impianto di termovalorizzazione Rea di Dalmine (Bg), l’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi e il presidente della Provincia di Bergamo Ettore Pirovano, che, insieme al tecnico dell’Ente, ha partecipato all’incontro odierno.

“Rea – sottolinea Terzi – ha avanzato tempo fa la richiesta di una terza linea, collegandola alla necessità di ammodernare le due esistenti, in modo da poter trattare i rifiuti anche durante le opere di revamping. Nell’ottica di un lavoro di squadra fra gli impianti presenti sul territorio regionale, una cosa non può essere condizione per realizzare l’altra. Le due linee esistenti, vista l’attuale necessità di smaltimento della Lombardia, possono essere ammodernate (e quindi temporaneamente disattivate) senza la necessità di realizzarne una nuova. Non c’è infatti nessun problema di capacità: a oggi poco più del 70 per cento di quanto trattato a Dalmine è di provenienza lombarda, mentre il resto proviene da fuori regione. Il nuovo Piano dei rifiuti, che non considera più il bacino provinciale, ma quello regionale, va proprio in questa direzione”.

“I rifiuti prodotti a Bergamo – afferma Pirovano – sono in calo costante, sia per l’aumento della raccolta differenziata sia per
la diminuzione della produzione a causa dei minori consumi delle famiglie indotti dalla crisi economica. Come conseguenza, di ciò che è conferito a Dalmine solo il 53 per cento è di origine bergamasca. Bene quindi l’ammodernamento dell’esistente, ma di
una terza linea non vedo proprio il bisogno”.

“Rea deve capire – aggiunge Terzi, che è anche sindaco della cittadina bergamasca – che non può mantenere la capacità attuale
di smaltimento, se questa non è giustificata dalle esigenze del territorio, per pensare poi di saturarla bruciando rifiuti
provenienti da fuori Lombardia (in particolare, Napoli e Caserta). Per questo il Comune di Dalmine stamattina ha chiesto
una riduzione dei quantitativi di smaltimento autorizzati. La Provincia ci ha comunicato che si riserva approfondimenti per
condividere tale richiesta in sede di parere definitivo per il Piano regionale dei rifiuti”.

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