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Yara, test negativo: settantenne non è la madre del killer

Di Redazione15 aprile 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Yara Gambirasio

Yara Gambirasio

BERGAMO — Il timore che si sia trattato di un pettegolezzo c’è. Ma gli investigatori che indagano sull’assassino di Yara Gambirasio non demordono, nonostante la pista della presunta madre dell’omicida rischi di fare l’ennesimo buco nell’acqua.

Sì perché secondo le ultime notizie, in arrivo da Ris di Parma, il dna prelevato nei giorni scorsi a una donna di oltre 70 anni, di San Lorenzo di Rovetta, e analizzato a tempo di record per capire se si potesse trattare della madre dell’assassino, avrebbe dato esiti negativi.

Quella signora, sposata e con tre figli, non è la madre del killer. Dalla comparazione del suo dna con quello del presunto assassino, trovato in macchie di sangue sugli slip della ragazzina sparita a Brembate Sopra e ritrovata morta in un campo di Chignolo d’Isola, non sono risultate parentele.

Ora gli inquirenti analizzeranno gli altri 400 nominativi a disposizione. La pista della presunta madre è stata innescata dalla testimonianza di un collega di Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999 che per gli inquirenti è il padre del presunto killer.

Il pensionato ha raccontato ai carabinieri che Guerinoni nel 1963 gli aveva confessato di “aver messo nei guai una ragazza di San Lorenzo”. E così, per trovare quel figlio illegittimo che potrebbe essere l’assassino di Yara, gli inquirenti hanno passato al setaccio gli elenchi anagrafici di donne sui 70 anni e di tutti i nati fra nel periodo a cavallo fra il 1963 e 1964. Finora invano.

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