iscrizionenewslettergif
Primo Piano

Cancerogeni nell’acqua: prima la salute dei cittadini

Di Alessandra Raimondi15 aprile 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
siliprandi cromo treviglio

Patrizia Siliprandi

VITERBO — Dopo l’allarme sulle acque del Viterbese, l’Istituto superiore della sanità e l’ordine dei Medici hanno condotto uno studio per valutare l’esposizione all’arsenico nelle aree a rischio. È risultato che la concentrazione della sostanza cancerogena nei cittadini sottoposti a controllo è più del doppio rispetto a quella della popolazione generale (200 nanogrammi per grammo rispetto agli 82 della popolazione generale).

Nei quaranta comuni che combattono con il problema dell’arsenico è stata dichiarata la non potabilità dell’acqua. Il Codacons ha chiesto la chiusura degli esercizi commerciali che usano acqua contaminata. I commercianti hanno avviato una class action contro ministero e Regione Lazio fino a un massimo di un milione di euro ad attività commerciale.

Abbiamo chiesto un’opinione sulla vicenda alla dottoressa Patrizia Siliprandi.

Il problema dell’arsenico nell’acqua nel Viterbese è tutt’altro che semplice e ci vorrà del tempo prima che si giunga a una soluzione. Come giudica le misure messe in atto dai comuni e dalle autorità competenti?
La situazione è sicuramente negativa dal punto di vista del disagio dei cittadini ma è sicuramente positivo che le autorità abbiano deciso di mettere al primo posto, giustamente, la salute dei cittadini. Nonostante i disagi economici, è un bene che abbiano deciso di mettere completamente in atto la normativa prevista in casi del genere e ciò che l’acqua in questione in nessun caso va ingerita.
È sicuramente positiva la decisione delle autorità di non far correre rischi ai cittadini.

Che linea si dovrebbe seguire quando in ballo ci sono dei cancerogeni?
Sono tre i punti da tenere in considerazione: primo è che la salute dei cittadini è primaria su tutto il resto, secondo bisogna avere certezza di quelle che sono le normative, terzo nel dubbio va sempre adottato un principio di precauzione. Per me non c’è alcun dubbio su come si debba agire visto che le sostanze cancerogene sono assolutamente vietate negli alimenti. Lo dice la legge.

Insomma non dovrebbero esserci dubbi…
Nessun cancerogeno deve, secondo il mio punto di vista, essere contenuto nell’acqua e nei cibi nemmeno in tracce. Quindi secondo me, nel dubbio, in tutti i casi andrebbe quantomeno attuato un principio di precauzione. La salute dei cittadini è troppo importante per esser messa a rischio da interpretazioni capziose o di cui non si ha certezza.

Venerdì 12 aprile sciopero dei treni: previsti disagi

Venerdì 12 aprile sciopero dei treni BERGAMO -- Pendolari e viaggiatori attenzione. Sono previsti forti disagi venerdì 12 aprile per lo ...

Corea: il regime festeggia, il mondo col fiato sospeso

I missili nordcoreani Musudan PYONGYANG, Corea del Nord -- Mentre il regime nordcoreano festeggia il 101esimo anniversario del fondatore ...