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Politica

Le proposte: i dieci saggi partoriscono un topolino

Di Redazione12 aprile 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano

ROMA — L’acqua calda è meno scontata. La commissione dei dieci “Saggi” istituita dal presidente della Repubblica ha terminato il suo lavoro. Ne è uscito un documento di vaghezza assoluta che ha l’unico pregio di lasciare ampi spazi di manovra ai partiti ma che sostanzialmente non cambia una virgola del paese.

Ecco le loro proposte contenute nel documento conclusivo presentato oggi al Capo dello Stato. “Le relazioni – ha sottolineato Napolitano – faranno parte delle mie consegne al nuovo presidente”.

LEGGE ELETTORALE MISTA CON PREMIO GOVERNABILITA’: Superare la legge elettorale vigente: Il nuovo sistema “potrebbe prevedere un sistema misto (in parte proporzionale e in parte maggioritario) un alto sbarramento, un ragionevole premio di governabilità. Ovvero tutto e niente.

UNA SOLA CAMERA CON POTERE DI INDIRIZZO POLITICO – “La governabilità sicura si ha solamente con una sola Camera. Solo che la Costituzione ne prevede due. “Nessun sistema elettorale garantisce automaticamente” la maggioranza in entrambi rami del parlamento. “Diverse sarebbero le prospettive della stabilità se si attribuisse l’indirizzo politico a una sola Camera”. Irrealizzabile. Sperare che una Camera venga sacrificata dai partiti è come pretendere che Cristoforo Colombo sparasse e affondasse una delle sue tre caravelle cariche d’oro prima di rientrare in Spagna.

GIUDICE DECIDA SU INCOMPATIBILITA’ NON CAMERE – Modificare l’art. 66 della Costituzione in modo da attribuire “ad un giudice indipendente e imparziale” la decisione su legittimità dell’elezione, ineleggibilità e incompatibilità, togliendolo al Parlamento: é quanto propongono i saggi nella loro relazione, sottolineando che ora c’é il rischio “del prevalere di logiche politiche”. E ‘quali sono i criteri oggettivi con cui verrebbe scelto questo semi-dio, o giudice supremo? E da chi?

ADEGUATO FINANZIAMENTO PARTITI INELIMINABILE – “Il finanziamento pubblico delle attività politiche in forma adeguata e con verificabilità delle singole spese, costituisce un fattore ineliminabile per la correttezza della competizione democratica e per evitare che le ricchezze private possano condizionare impropriamente l’attività politica”. Forse non hanno capito che gli italiani il finanziamento pubblico non lo vogliono, sotto qualunque forma venga presentato. E lo hanno detto chiaro anni fa, con un referendum schiacciante.

LAVORO E’ EMERGENZA CHIAVE, SERVE SVILUPPO EQUO – “La principale emergenza che ci troviamo oggi ad affrontare è quella del lavoro e della conseguente crescita della povertà e la via maestra per combatterla è lo sviluppo economico equo e sostenibile”. Che cosa vuol dire sviluppo equo e sostenibile?

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