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Italia

Ucciso a Udine: le ragazzine accusate di omicidio

Di Redazione10 aprile 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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Il luogo di ritrovamento del cadavere di Sacher

UDINE — Ci sono delle incongruenze, talvolta fisiologiche, nel racconto delle due ragazze di 15 anni che l’altro giorno hanno ucciso Mirco Sacher. Secondo quanto sostengono le due, l’uomo, un pensionato che conoscevano bene, avrebbe tentato di violentarle.

Dopo un lungo interrogatorio, il procuratore di Trieste Dario Grohman ha formulato l’ipotesi di omicidio volontario o preterintenzionale.

Le due ragazze continuano a ripetere di aver agito per legittima difesa, per reagire a un tentativo di violenza improvviso del pensionato che per loro era uno di famiglia. La vittima era un amico stretto della nonna di una di loro. L’aveva vista crescere fin da quando era una bambina. Per lei era quasi un nonno. Eppure tante, troppe cose non tornano nel racconto delle due ragazzine che si sono autoaccusate dell’omicidio dell’anziano.

Avrebbero dichiarato agli inquirenti di aver contattato loro stesse il pensionato per trascorrere insieme la domenica. L’incontro sarebbe avvenuto alle 10.30 del mattino. Poi il gelato a Remanzacco (Udine), un salto al supermercato a fare la spesa e il pranzo a casa dell’anziano. Infine gli avrebbero chiesto un passaggio verso il centro. Qui, nel breve tragitto da casa al cuore della città, sempre secondo il loro racconto, il pensionato che avrebbe deviato il percorso, recandosi nel campo di via Buttrio per tentare un approccio sessuale.

Le ragazze avrebbero rifiutato, da qui il tentativo di violenza finito in un omicidio. Poi la fuga sotto shock, con una delle due quindicenni al volante per oltre un’ora e mezza. Fino alla decisione di presentarsi in caserma dai carabinieri di Pordenone.

Diversi sono ancora i quesiti a cui dare risposta. L’impressione è che il racconto non convinca del tutto. Servono ulteriori riscontri. Per questo gli investigatori nelle prossime ore faranno un sopralluogo, compreso in test di guida nella zona, per vedere se effettivamente la ragazza sia stata in grado di guidare la Punto di Sacher fino all’area di servizio di Limenella (Padova), come ha raccontato.

Inoltre verranno analizzate le immagini delle telecamere di videosorveglianza dell’area di servizio.

Le ragazzine intanto restano in stato di ferma in una struttura protetta a Trieste.

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