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Bergamo

Jannone: liste Moltrasio e Resti irregolari, esposto alla magistratura

Di Redazione9 aprile 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giorgio Jannone

Giorgio Jannone

BERGAMO — Il candidato alla presidenza del Consiglio di sorveglianza per la lista “Ubi Banca, ci siamo” Giorgio Jannone ha annunciato che presenterà un esposto alla magistratura in cui denuncia pesantissime irregolarità, omissioni e abusi nella raccolta delle firme da parte della lista ufficiale di Andrea Moltrasio e di quella di Andrea Resti, tali da pregiudicare la loro partecipazione alla prossima assemblea degli azionisti.

In una conferenza stampa che si è tenuta all’hotel Mercure di Bergamo Jannone ha illustrato nel dettaglio, con il supporto di una vasta ed esaustiva documentazione, le motivazioni con cui si chiede “l’invalidazione ed il conseguente annullamento delle liste a sostegno dei candidati al consiglio di sorveglianza Andrea Resti ed Andrea Moltrasio”.

“A seguire depositeremo analoghe istanze cautelari al Tribunale di Bergamo e dovremo probabilmente coinvolgere anche la Procura” ha detto Jannone ”ed è chiaro che se i tempi di intervento delle istituzioni preposte non riuscissero ad anticipare l’ormai prossima assemblea, impugneremo certamente la delibera assembleare al fine di ottenerne la nullità”.

Jannone denuncia “errori, irregolarità, omissioni ed abusi chiari ed evidenti, con specificità differenti per le due liste”. Durante la conferenza stampa addirittura un socio sottoscrittore della lista a sostegno di Resti ha ritenuto opportuno “autodenunciarsi” pubblicamente al termine della presentazione.

Durante la stessa conferenza stampa è stata diffusa la registrazione di una telefonata nella quale un call center raccoglieva illecitamente deleghe alla partecipazione all’assemblea in nome e per conto della dott.ssa Bardoni, candidata al consiglio di sorveglianza per la “lista Moltrasio”. Secondo Jannone “delle due l’una, o la dott.ssa Bardoni riesce a dimostrare che le telefonate inviate a suo nome, ed a nome della istituzione degli artigiani che rappresenta, sono totalmente false, ma sarà davvero difficile perché disponiamo, oltre che delle registrazioni, anche del numero da cui sono partite e del nome del suo rappresentante, o è chiaro che non potrà non trarne le inevitabili conseguenze, ritirando la propria candidatura”.

“Come può infatti chi si candida all’organo di controllo di una delle tre principali banche italiane, oltretutto quotata in borsa, approcciarsi ai soci con un comportamento tanto greve , commettendo un gravissimo illecito, con possibili conseguenze penali, con l’evidente illegittimo fine di alterare il regolare corso dell’assemblea.

Jannone ha poi ricordato che le irregolarità riscontrate, e documentate in conferenza stampa, causano irrimediabilmente, se recepite, secondo le vigenti normative e lo statuto sociale, il ritiro delle due liste coinvolte, rendendone legittima e votabile solo l’unica totalmente regolare. “Non per questo non terremo conto delle istanze, che potremo in futuro ritenere condivisibili, delle altre due liste decadute dal diritto ad essere votate in assemblea”.

Infine, Jannone ha denunciato un’altra pratica illecia e reiterata da parte delle altre liste: la raccolta di deleghe in bianco “ne abbiamo mostrate molte ai giornalisti in sala, ma l’aspetto più serio è che spesso sono stati costretti a perpetrare questo comportamento illegittimo centinaia di dipendenti del tutto inconsapevoli dei rischi che stavano correndo, in termini di sanzioni amministrative e penali. A riguardo ho ottenuto dalla maggioranza dei principali sindacati l’assicurazione di un urgente intervento a tutela dei lavoratori UBI e di una presa di posizione netta contro coloro che hanno impartito ordini e direttive tanto censurabili. Non esiste niente di peggio che abusare del proprio potere per costringere un proprio dipendente a commettere un illecito”.

“Quando a noi erano stati dedicate oltre tredici ore di controlli, effettuati da dodici alti funzionari della Banca, (come risulta dai verbali del notaio Pizio) solo per verificare la regolarità delle firme, mentre per la ‘lista Moltrasio’ erano stati sufficienti dieci minuti per controllare 868 firme e venti minuti per le 700 firme della ‘lista Resti’, avevamo capito che erano stati commessi degli abusi, ma non immaginavamo che la situazione fosse così grave ed evidente. Ora richiamiamo tutti al dovuto senso di responsabilità affinché non si causino ulteriori danni ad un istituto tanto importante per le famiglie e le imprese di una comunità tanto vasta, già fortemente indebolita dalla crisi in atto”.

In serata è arrivata la replica di Bardoni che da detto di non essere al corrente dei fatti denunciati da Jannone e di non aver dato alcuna istruzione a chicchessia. Bardoni paventa la possibilità che le telefonate siano state fatte a sua insaputa per iniziativa autonoma di non meglio precisati amici.

Leggi il reclamo esposto presentato alla Banca d’Italia e alla Consob

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