iscrizionenewslettergif
Bergamo

Morosini, i periti: se avessero usato il defibrillatore…

Di Redazione28 marzo 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
morosini morte

Le drammatiche immagini della morte di Piermario Morosini

BERGAMO — “Tutti i membri dell’equipe medica hanno omesso di impiegare il defibrillatore. I medici sono chiamati a detenere nel proprio patrimonio di conoscenza professionale il valore insostituibile del defibrillatore”. E’ quanto scrivo i periti del giudice per le indagini preliminari nella loro perizia tecnica sulla morte del calciatore bergamasco Piermario Morosini.

Secondo le ultime notizie riferite dall’agenzia di stampa Ansa, le conclusioni dei periti del Gip non discostano molto dalla perizia già a suo tempo predisposta per il pm D’Agostino dal medico legale che effettuò l’autopsia, Cristian D’Ovidio.

A suo tempo D’Ovidio scrisse che i medici “Porcellini e Sabatini omisero erroneamente di ricorrere all’uso del defibrillatore, sebbene nella concitazione del momento i sanitari possano non aver avuto immediata conoscenza della disponibilità”. Anche per D’Ovidio è più grave la posizione del medico del 118, Vito Molfese, che ha “una condotta complessivamente omissiva su ogni aspetto diagnostico-terapeutico necessario ed atteso nel caso in esame”.

Questo perché, riferisce sempre l’Ansa “il medico del 118 rappresentava in quella situazione, e senza alcun dubbio, il sanitario più qualificato poiché preposto alla gestione dell’emergenza extraospedaliera. Lo stesso non solo non assumeva alcun controllo della situazione e non effettuava alcuna manovra diagnostica-terapeutica, ma oltretutto disponeva la mobilizzazione del paziente, in una fase in cui erano in atto le principali manovre di cardio-rianimazione ed il paziente non poteva considerarsi stabilizzato”. Ma soprattutto, scriveva D’Ovidio, “il medico del 118 è leader indiscusso nei soccorsi”.

In sostanza i periti del Gip hanno confermato le conclusioni del medico legale quando questi concludeva che “data la giovane età del Morosini e l’esiguità dell’estensione cicatriziale riscontrata all’esame anatomo-patologico, l’assenza di coronaropatia e l’immediata disponibilità del defibrillatore, la possibilità di un celere trattamento qualificato, consente di ritenere che l’evoluzione del quadro patologico in atto su Morosini sarebbe stata favorevole”.

Bettineschi (Ance): rilancio edilizia in 4 punti

ance bergamo edil 2013 fiera edilizia ottorino bettineschi BERGAMO -- "Gli imprenditori hanno le idee ben chiare sul futuro dell'edilizia. Il futuro passa ...

Ancfargl: elezioni del nuovo presidente

Commemorazione ai caduti BERGAMO -- Dopo la scomparsa del proprio presidente, il tenente colonnello Edoardo Cristofari, l'Associazione nazionale ...