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Esteri

Corea del Nord: truppe in assetto da combattimento

Di Redazione26 marzo 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La portaerei americana Nimitz a Guam

La portaerei americana Nimitz a Guam

PYONGYANG, Corea del Nord — La Corea del Nord ha messo in assetto da combattimento le sue truppe. Dopo le minacce dei giorni scorsi si passa ai fatti. L’esercito nordcoreana ha puntato i suoi missili contro le basi americane nella zona: Guam e Okinawa. Lo riferisce l’agenzia di stampa del regime nordcoreana Kcna.

Secondo le ultime notizie riportata da Kcna, il target dell’esercito sono “le basi Usa continentali, delle Hawaii e di Guam”.

Le forze armate del Nord sono pronte a entrare in azione, mentre le unità di artiglieria con missili a lungo raggio sono pronte “al tiro”. Da questo momento, riporta la Kcna, “il Comando supremo dell’Esercito popolare di Corea è in posizione da combattimento così come le unità di artiglieria a lungo raggio, incluse quelle strategiche con i missili a lungo raggio che hanno per obiettivo tutti i target nemici negli Usa, come le basi continentali, delle Hawaii e di Guam”.

Nel frattempo, gli Stati Uniti d’America hanno sottoscritto il 22 marzo scorso un accordo di cooperazione militare con la Corea del Sud che autorizza le forze armate statunitensi a intervenire in caso di conflitto fra Seul e la Corea del Nord.

La tensione dunque nella regione asiatiche non diminuisce, anzi. La mossa americana potrebbe rivelarsi addirittura deleteria, dal momento che il regime nordcoreano ha unilateralmente disatteso l’armistizio del 1953 tra le due Coree e gli accordi di non aggressione, in reazione alle manovre militari congiunte Usa-Corea del Sud che hanno visto impegnati bombardieri strategici Usa B-52.

Dopo aver condannato l’ultimo test nucleare nordcoreano, la Cina per ora mantiene una posizione defilata ma preoccupata dalle mosse statunitensi.

Secondo le ultime notizie trapelate, l’escalation della tensione è partita il 13 marzo scorso. In quella data, il direttore dell’intelligence militare americana James Clapper, ha presentato al Senato un rapporto nel quale si dice che “la Corea del Nord potrebbe tentare di utilizzare l’arma nucleare contro gli Stati Uniti o i loro alleati per mantenere il regime di Kim Jong Un al potere, ma non sappiamo cosa potrebbe spingere Pyongyang ad oltrepassare questo limite”.

Secondo il rapporto, la Corea del Nord esporterebbe missili balistici, know how e tecnologia nucleare verso altri Paesi, tra cui Iran e la Siria.

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