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Poesie

“Zingari” di Paolo Buzzi

Di Redazione22 marzo 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Forse è la vita vera.
Il carro dipinto,
i cavalli salvatici e docili, ebbri di vento,
le belle figlie in cenci,
la mensa a bivacco furtiva sotto gli astri,
la strada bianca del mondo.
Io tornerò nella prigione potente
dove comando
e sono comandato:
io sfrenerò, di rabbia, i miei puledri ideali
sulla pista del sogno, a cuore morto,
a stanca sera:
e per l’amore
mendicherò la mendicante mia
a qualche buio di strada.
Io pago la carne con mano che sembra
chiedere anzi donare elemosina.
E la mia via
è una rete di fogne
dove altro non luce che l’occhio del sorcio.
O Zingari, scoiatemi vivo,
allo spiedo arrostitemi
fra due tronchi di selva!
Sono un poverissimo figlio di civili
che adora la barbarie.

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