iscrizionenewslettergif
Bergamo

Italcementi e Università studiano la Bergamo del futuro

Di Redazione18 marzo 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il rettore dell'Università Stefano Paleari

Il rettore dell’Università Stefano Paleari

BERGAMO — La Fondazione Italcementi scende in campo a fianco dell’Università degli Studi di Bergamo per il progetto “Bergamo 2.(035): un’idea di città in un mondo che cambia”, lanciato in collaborazione con la Graduate School of Design di Harvard per costruire insieme una visione articolata e di lungo termine dello sviluppo delle città e dei territori, con particolare attenzione al futuro della città di Bergamo.

Un’idea della città del futuro, dalle infrastrutture al tessuto economico, dalla mobilità al benessere sociale, da calare e applicare alla realtà bergamasca per gettare le basi del suo futuro.

La collaborazione con l’Università è stata presentata nella cornice di i.lab, il nuovo centro ricerca e innovazione di Italcementi, alla presenza del consigliere delegato di Italcementi Carlo Pesenti, del rettore dell’Università di Bergamo Stefano Paleari e del presidente della Fondazione Italcementi Giovanni Giavazzi.

L’obiettivo è individuare un modello intelligente di comunità, una “smart community” caratterizzata da un’efficace interazione tra la popolazione, le istituzioni e le infrastrutture tradizionali e moderne, in grado di produrre una crescita economica sostenibile e un’elevata qualità di vita, attraverso una gestione partecipativa e intelligente delle risorse naturali e grazie a una diffusa capacità di apprendimento e di innovazione. Il modello elaborato sarà quindi declinato sul futuro della città di Bergamo.

I filoni di ricerca del progetto riguarderanno quattro aree tematiche: ambiente ed ecologia, per assicurare la sostenibilità ambientale e sociale; mobilità e infrastrutture, per il migliore sviluppo del territorio a lungo termine, capace di sfruttare le opportunità offerte dal progresso tecnologico; struttura economica e reti industriali, per lo sviluppo del benessere sociale della comunità; capitale sociale e produzione di conoscenza, per assicurare eccellenza diffusa e distribuita in un contesto territoriale innovativo e proattivo.

Due sono le fasi del progetto: la prima sarà focalizzata sui problemi, i bisogni e le sfide di un territorio urbano di taglia media; la seconda, invece, vedrà la contestualizzazione della visione generale della “comunità intelligente” in “Bergamo 2.(035)” con il coinvolgimento proattivo degli stakeholder locali, mediante gruppi di lavoro e laboratori. Il lavoro interesserà l’arco di un biennio (2013 – 2014).

Il progetto coinvolge l’intero Ateneo bergamasco: è prevista la collaborazione di tutti i dipartimenti universitari, con un approccio assolutamente interdisciplinare. “Se pensiamo al futuro delle nostre città – ha sottolineato il rettore Stefano Paleari – il ruolo dei giovani è cruciale: loro saranno gli abitanti del futuro. Anche l’università gioca un ruolo importante: non deve essere vista solo come un ambiente dove conseguire il diploma, ma soprattutto un percorso di formazione e di collegamento con il territorio pur in una prospettiva internazionale”.

Carlo Pesenti

Carlo Pesenti

“Con questa iniziativa, Italcementi intende dare il proprio contributo alla crescita della città e del territorio di Bergamo, dove la nostra azienda è nata centocinquant’anni fa – afferma Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi -. È un progetto che vuole avere uno spirito inclusivo e che ha l’ambizione di offrire alle istituzioni e alla nostra comunità un’idea di quello che sarà lo sviluppo delle città da qui ai prossimi vent’anni. Può essere l’occasione per progettare luoghi fisici e sociali adeguati a raccogliere le sfide del futuro, sia dal punto di vista delle tecnologie che dei cambiamenti socioculturali. Il tutto nella prospettiva, ormai irrinunciabile, di una crescita sostenibile in armonia con il territorio che ci accoglie”.

Il contributo all’iniziativa sarà concretamente apportato attraverso la Fondazione Italcementi. Istituita nel 2004 in occasione dei 140 anni di Italcementi, la Fondazione ha lo scopo di promuovere la ricerca, l’etica e la cultura per diffondere i principi e i valori dello sviluppo sostenibile delle imprese. Giovanni Giavazzi, presidente della Fondazione, ha voluto sottolineare l’importanza della collaborazione con l’ateneo orobico: “Da anni sosteniamo l’Università di Bergamo per progetti di altissimo livello e di carattere internazionale, come ad esempio il dottorato in Logistica e Supply Chain Management, svolto in collaborazione con il Logistics Center di Saragozza (partner del MIT di Boston) e la SDA Bocconi di Milano, che approfondisce scientificamente i temi della logistica e della supply chain, cruciali per l’industria moderna ai tempi della globalizzazione. Il progetto Bergamo 2.(035) è dunque pienamente coerente con la linea seguita finora e che la Fondazione intende continuare: dare un contributo concreto alla crescita della comunità”.

Venerdì sciopero trasporti: disagi in vista

L'Atb point di Porta Nuova BERGAMO -- Le aziende municipalizzate dei trasporti Atb e Teb comunicano che venerdì 22 marzo ...

Scuole in allarme: dilaga lo “spotted”

Facebook e le pagine "spotted" BERGAMO -- Il fenomeno sta dilagando nelle scuole bergamasche. Tanto che il provveditorato è stato ...