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Bassa

Treviglio: il rebus della discarica d’amianto

Di Alessandra Raimondi15 marzo 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La zona dell'ex cava Vailata in cui è prevista la discarica d'amianto

La zona dell’ex cava Vailata in cui è prevista la discarica d’amianto

TREVIGLIO — Sempre più ingarbugliata. La questione della prevista discarica di cemento amianto di Treviglio rotea su se stessa senza giungere a una soluzione, mentre l’iter in Regione procede, rischiando di vanificare gli sforzi dei comitati che si battono contro la costruzione dell’impianto.

Nei giorni scorsi la società Team, che vuole realizzare la discarica presso l’ex cava Vailata, ha respinto l’offerta del Comune di Treviglio che voleva acquistare l’area. Contro la vendita si sono espresse le società che fanno parte dell’azionariato Team: ovvero la Refero del gruppo Rota Nodari (che detiene il 51 per cento delle quote azionarie) azionista al 51 per cento, e anche la Sabb, holding dei Comuni della Bassa che detiene il 49 per cento delle quote, il cui capofila, paradossalmente, è il Comune di Treviglio con il 19 per cento.

La Giunta Pezzoni si è detta contraria alla realizzazione della discarica. Dopo il ricorso al Tar, lo scorso 8 marzo ha proposto la riscrizione della legge regionale sulla base di un’iniziativa popolare dai contorni – burocraticamente e oggettivamente – complessi. La qual cosa non ha convito il presidente del “Comitato di tutela ambientale” di Treviglio, Giovanna Galli, che in questa intervista a Bergamosera mostra più di una riserva sulle iniziative proposte finora dalla giunta trevigliese.

Galli, la lotta alla discarica non segna punti a favore. Cosa ne pensa?
Durante questo periodo il sindaco Pezzoni ha fatto delle proposte purtroppo risultate tutte fallimentari. Una fra tutte l’iniziativa di acquistare l’area, ma la Team non ha voluto vendere. Contemporaneamente il sindaco ha chiesto a Sabb, società pubblica azionista al 49 per cento di Team, di uscire da Team. Ma la Sabb, che comprende anche diversi comuni che stanno ricorrendo contro la discarica di amianto, non lo ha fatto. Quindi anche questa richiesta di Pezzoni è andata a vuoto. Il sindaco dice che vorrebbe espropriare l’area, però con un parere di compatibilità ambientale favorevole, di sicuro la società farebbe ricorso e potrebbe anche vincere perché ha un progetto e si andrebbe a cambiare la destinazione d’uso in orso d’opera.

Ora il sindaco Pezzoni tenta la via della Legge regionale d’iniziativa popolare…
Il sindaco di Treviglio venerdì scorso, l’8 marzo, durante la seconda Commissione del Territorio ha enunciato che vuole promuovere la modifica in base a un articolo dello Statuto Regionale, e penso si riferisca al piano di smaltimento amianto, in cui vorrebbe far inserire questi tre punti: una richiesta di assunzione di responsabilità da parte della Regione in materia di smaltimento amianto perché la Regione Lombardia è stata inadempiente lasciando in mano a privati la libertà di fare quel che vogliono delle cave. Poi vorrebbe inserire una modifica sul coinvolgimento degli enti locali. Infine vorrebbe anche far inserire il fatto che si parli di rifiuti pericolosi nel dispositivo ambientale poiché, mentre l’Italia considera il cemento amianto un rifiuto non pericoloso, l’Europa lo considera pericoloso. Quindi se si trattasse di rifiuti pericolosi, per legge le abitazioni dovrebbero essere situate non a cento ma a cinquecento metri di distanza. In più si chiede anche la sospensione di tutti gli iter in corso.

Può essere la soluzione?
Il problema è che al momento non si sa quando si insedieranno il Consiglio Regionale e la Giunta, quando saranno operativi e poi se questa richiesta verrà accolta. E per fare questa proposta il sindaco ha detto che ci volevano cinque comuni con almeno venticinquemila abitanti. Abbiamo controllato. In realtà il regolamento parla solo di 25mila abitanti oppure di cinque comuni. Quindi i tre comuni ricorrenti già ci sono: si tratta di Treviglio, Calvenzano e Casirate che insieme superano i 28mila elettori. Quindi, questa proposta di modifica di legge potrebbe già essere mandata avanti.

Il Comitato è favorevole?
Non siamo contrari ma siamo un po’ scettici. Non siamo convinti sia la scelta vincente. Potrebbe arrivare tardiva, potrebbe non arrivare neanche. Sta di fatto che noi siamo comunque pronti. Abbiamo impugnato il parere di compatibilità ambientale e stiamo intervenendo con il nostro avvocato e con il nostro geologo facendo di tutto perchè l’Aia (l’Autorizzazione integrata ambientale) prenda in esame tutte le criticità che non hanno soluzione. Ci sarà un anno di tempo per monitorare la falda. A settembre dovrebbero emettere un parere.

Previsioni?
In questo periodo stiamo dimostrando con il nostro geologo che a causa della bonifica della Baslini, che ha in corso un pompaggio di milioni di metri cubi di acqua da cinque anni e dovrà proseguire per altri tredici anni o forse per sempre, delle venti idrovore della Brebemi piazzate per realizzare i sottopassi e della barriera idraulica nei pressi della Bonelli che hanno inquinato parte della fognatura, la falda non è rilevabile e quindi non si è in condizioni per giudicare se sia idonea o meno per una discarica di cemento amianto.

Quindi stallo..
Noi diciamo che la falda non è rilevabile e non lo sarà per molti anni ancora, visto che la Baslini continuerà con i pompaggi per altri 13 anni almeno. Quindi la criticità non è risolvibile. Questo è fondamentale in sede di Autorizzazione integrata ambientale. Noi speriamo che l’Aia prenda in considerazione questo aspetto.

Cosa farete, invece, se verrà dato parere favorevole alla Team?
Qualora l’Aia venisse dato parere favorevole alla Team noi saremmo pronti ad impugnarlo, financo al Consiglio di Stato. E quando dico noi mi riferisco, oltre al Comitato tutela ambiente, anche alle 19 famiglie di cittadini che con noi si sono impegnati, anche economicamente, per fare ricorso al Tar.

C’è il rischio concreto che sia troppo tardi per la proposta di Pezzoni circa la modifica della legge Regionale?
Si, c’è il rischio che arrivi in ritardo e poi non è detto che venga accolta. E non si capisce perchè il sindaco faccia proposte che non portano da nessuna parte.

Cosa chiedete allora a Pezzoni?
Gli chiediamo di intervenire presso la provincia di Bergamo, il cui parere politico è fondamentale e invece continua a nascondersi dietro il parere tecnico che si è espresso positivamente sulla discarica. Chi chiediamo proprio perchè non l’abbia ancora fatto.

E ai Comuni?
Ci sono 36 Comuni che continuano a rimanere nella Sabb. La loro uscita forse non sarà la soluzione ma metterebbe in crisi la Team, anche perché se la Sabb uscisse verrebbe meno la pubblica utilità del progetto. Quindi abbiamo deciso di invitare i comuni a essere più coerenti, in primis Treviglio, Casirate e Calvenzano che hanno ricorso al Tar e che quindi sono in conflitto d’interessi con la Team. Ma ovviamente lanciamo un appello anche agli altri sindaci.

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