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Vini: Barbera, Lambrusco e Bonarda più venduti in Lombardia

Di Redazione13 marzo 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Barbera, Lambrusco e Bonarda vini più venduti in Lombardia

Barbera, Lambrusco e Bonarda vini più venduti in Lombardia

BERGAMO — Barbera, Lambrusco e Bonarda sono i vini più venduti nei supermercati ed ipermercati della Lombardia (a volume, vini a denominazione in bottiglia da 75cl). E’ quanto emerge dalla indagine svolta da SymphonyIRI Group per Veronafiere, sull’andamento delle vendite di vino nella grande distribuzione (Gdo) che verrà presentata a Vinitaly 2013.

La Barbera, prodotta in Lombardia ma anche in Piemonte è anche uno dei vini più venduti a livello nazionale nella grande distribuzione, con 8 milione di litri venduti sugli scaffali. Notevole la performance della Bonarda (Lombardia) che conquista il 5° posto della classifica nazionale con un sensibile aumento del 9,5 per cento delle vendite rispetto al 2011, qualificandosi come uno dei vini emergenti a maggior crescita a volume (vedi tabelle allegate).

A livello nazionale, il 2012 è stato un anno caratterizzato da un forte aumento dei prezzi dei vini nella Gdo: del 5,5 per cento per il totale del vino confezionato, del 4,5 a litro per le bottiglie di 75 cl a denominazione d’origine e del 10,1 per i brik.

Questi aumenti rendono problematici i raffronti con l’anno precedente perché molti prodotti, aumentando di prezzo, sono andati a collocarsi nella fascia superiore. Per esempio, i vini a denominazione sotto i due euro (una fascia di prezzo che rappresenta il 25,2 per cento del mercato) perdono a volume il 18,3 per cento, ma proprio perché tanti prodotti sono passati alla fascia di prezzo centrale, quella tra 2 e 4 euro che copre la maggiore quota di mercato, quasi il 50. A proposito di quote di mercato è interessante notare che la fascia di prezzo tra i 4 e i 6 euro copre il 14,8 per cento del mercato e quella sopra i 6 euro il 5,4.

Parlando, invece di quote di mercato globale, i vini a denominazione raggiungono il 56,1 per cento delle vendite di vino nella grande distribuzione, mentre i brik il 31,5 per cento (sempre a volume). La spinta promozionale rispetto al 2011 non è aumentata, mantenendosi stabile, mentre i prezzi medi di una bottiglia di 75cl a denominazione d’origine è di 4,28 al litro, e di 1,24 per il brik.

Il vino più venduto nei supermercati italiani è il Lambrusco con più di 14 milioni di litri per un valore di 44 milioni di euro. Seguono Chianti, Montepulciano d’Abruzzo, Barbera, Bonarda (vedi la classifica delle bottiglie a denominazione, Tabella 4). Va sottolineato il calo delle vendite a volume del Nero d’Avola (- 30,2 per cento a volume), dovuto ad un aumento del prezzo del 20,8, un fenomeno che si ripete anche per altri vini. Tra i vini “emergenti”, cioè quelli che fanno registrare una maggior crescita a volume, boom del Pecorino, prodotto nelle Marche e in Abruzzo, con un + 23,8 per cento, seguito da Pignoletto, Grillo, Traminer, Falanghina.

Aumentano le vendite delle bottiglie a denominazione a marca commerciale, distribuite dalle insegne della Gdo con nomi di fantasia o col proprio nome, che aumentano di prezzo e di qualità. La marca commerciale arriva così a conquistare una quota di mercato del 14,7 per cento (bottiglie più brik). Le scelte strategiche delle aziende distributive hanno portato a qualificare il prodotto, che ora è presente con maggiore frequenza in segmenti nobili del mercato, diversificando in questo modo la propria offerta al consumatore e ampliando il proprio target di riferimento. Una politica premiata dai clienti, che anche nel vino hanno ora nella marca privata un valido punto di riferimento.

“In un mercato difficile come quello attuale anzitutto è necessario sottolineare i positivi risultati ottenuti dalla marca privata, cresciuta dell’1,9 per cento in quantità e del 9,2 in valore, quest’ultimo dato per il suo ingresso in fasce di prezzo più alte” ha commentato Alberto Coldani, rappresentante di Federdistribuzione a Vinitaly 2013 (l’Associazione che rappresenta la maggioranza delle aziende della Gdo), nonché direttore acquisti PGC di Carrefour.

“Per contrastare la tensione sul mercato – ha aggiunto Coldani – la Gdo ha intrapreso piani promozionali molto forti che hanno contribuito a ridurre i margini delle catene e, spesso, impedito di assorbire l’elevata inflazione all’acquisto. Oltre alle preferenza accordate in modo sempre crescente alla marca commerciale abbiamo rilevato, e credo continueremo a farlo nel 2013, un aumento delle vendite a volume – del 3,3 per cento nel 2012 – per i vini di prezzo superiore ai 6 euro, un forte segnale che attesta la ricerca, oltre che della convenienza, anche della qualità”.

La crescita dei prezzi suggerisce prudenza ed attenzione nell’analisi del mercato e nella sintesi conclusiva, ha avvertito Virgilio Romano, client service director di SymphonyIRI Group, coordinatore della ricerca realizzata per Vinitaly 2013: “Va evidenziato ciò che accade nel segmento Brik, in cui si registra un corposo aumento di prezzo associato ad una sostanziale tenuta nelle vendite a volume: una situazione spiegata in realtà da una forte leadership e dalla rilevante presenza della marca commerciale nel comparto. Le statistiche ci dicono qualcosa anche dell’evoluzione dei gusti dei consumatori: tra i vini emergenti troviamo nelle prime posizioni 3 bianchi, come Pecorino, Pignoletto e Grillo, dunque una predilezione per un bere più leggero, forse meno legato al pasto e più alla socialità. Un dato che deve far riflettere: alla tradizione bisogna affiancare nuovi gusti e nuove modalità di consumo per avvicinare nuovi consumatori”.

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