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Poesie

“Ragazzo” di Piero Jahier

Di Redazione11 marzo 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

ragazzo

Mi sono bardato per la serata
Serata (dal momento che volete vedermi
nei vestiti che gridano: non è lui)
Io che respiravo alle giunture degli abiti vecchi
come un insetto
Mi son bardato per la serata.
E – tremando – dall’anticamera riscaldata
mi son prodotto nella luce, negli specchi e sorrisi
– un sorcio traversa il salone
del transatlantico –
E nuotando nella luce, negli specchi e sorrisi
dell’accoglienza cordiale
mi son trovato a parlare
delle sole cose care
a spiegare e difender la causa della mia vita.
Ma ho visto – a tempo –
il respiro della mia passione
congelarsi contro i vostri visi.
A un tempo mi avete guardato
come un drago che butta fuoco.
Mi domando perché mi avete invitato.
Ma se è perché ho scritto
tre parole sincere
e vorreste il segreto
di questo mestiere:
ci son sette porte
e ho perso la chiave
per poterci tornare.
Se le ho dette, vuol dir che avran traboccato.
Alzatevi presto
vedrete alzarsi la lodola
quando il sole ha chiamato.
Nella via mentre rincasate
su molle compensate
ritrovo la mia chiave, solo.
Sono stato visitato
sono stato auscultato
riconosciuto abile a vita coraggiosa.
Dieci volte respinto
ricomincerò
E se proprio fossi disteso
una polla di sangue al petto
aspettate a venirmi vicino
ancora non vi accostate…
Ma ho trovato la mia chiave
solo
ma vi ringrazio
ma son tornato dove non potete venire
dove son certo che la mia parola
senza averla gridata
non posso
morire.

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