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Bergamo

Ubi, incentivi ai manager. Jannone: meglio investire sui lavoratori

Di Alessandra Raimondi6 marzo 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giorgio Jannone, presidente dell'Associazione azionisti Ubi

Giorgio Jannone, presidente dell’Associazione azionisti Ubi

BERGAMO — “È evidente che c’è una discrasia tra come sono stati trattati molti dipendenti e l’eccessivo numero di consiglieri e amministratori e anche l’eccesso di compensi che questi ultimi prendono”. E’ il commento del presidente dell’Associazione azionisti Ubi Giorgio Jannone alla notizia, resa nota dai sindacati, degli incentivi dati ai manager del gruppo bancario.

“Il totale è di 1.745.550 euro e riguarda l’acquisto di 500.000 azioni ordinarie Ubi Banca destinate al servizio del sistema incentivante per il top management del Gruppo”, si legge nel comunicato della Cgil di Bergamo.

“Il top management probabilmente ringrazierà di cuore – commenta Pierangelo Casanova della Fisac-Cgil – mentre ai lavoratori che per anni in Ubi sono stati precari si applica la riduzione di stipendio del 18 per cento (per 4 anni), come fossero nuovi inserimenti professionali”.

Dopo l’impegno di tutte le sigle per l’approvazione dell’ultimo Contratto collettivo nazionale, nel quale si stabiliva l’introduzione di un salario di ingresso per i nuovi assunti, “è sconfortante che Ubi Banca approfitti di qualsiasi espediente per far cassa sui dipendenti: così è per l’applicazione del salario di ingresso ai giovani assunti a tempo indeterminato, lavoratori che, però, già da diversi anni collaborano con il Gruppo con contratti precari” ha continuato Casanova.

“Questo accade mentre si accantonano azioni da redistribuire a favore del top management, il che, francamente, pare anacronistico. Certo la situazione di esclusione della Fisac-Cgil dal tavolo delle trattative nel Gruppo per la mancata firma dell’ultimo accordo fortemente voluto dall’azienda non aiuta la ripresa di una stagione sindacale a vantaggio dei lavoratori. E spiace constatare che questo avvenga per motivazioni di corto respiro” ha concluso il sindacalista.

Una situazione che trova le aspre critiche anche di Jannone: “Non si può da un lato licenziare le persone con facilità o ridurle e dall’altro avere 241 amministratori più centinaia di sindaci con compensi così elevati. Noi Azionisti Ubi proponiamo infatti nel nostro programma di ridurre sia il numero di amministratori che l’ammontare dei compensi”.

“I lavoratori di Ubi, e questo lo dicono tutte le statistiche, sono i migliori lavoratori bancari di tutta Italia. Quindi è una forte contraddizione colpire proprio coloro su cui bisogna investire. Anziché ridurre i compensi dei dipendenti e poi ricorrere a consulenze esterne, andrebbero incentivati i lavoratori senza consulenze esterne” conclude Jannone.

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