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Politica

Assessore bergamasco, spunta la Gallone: nervi tesi nel Pdl

Di Redazione6 marzo 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alessandra Gallone

Alessandra Gallone

BERGAMO — Nervi tesi nel centrodestra per l’assegnazione degli assessorati in Regione. Secondo quanto trapelato da Milano, l’ipotesi di un assessore bergamasco nella futura giunta Maroni si sta allontanando. I giochi non sono ancora chiusi, ma il quadro pare davvero complicato.

L’area degli ex An reclama un suo spazio. Spazio che dovrebbe essere attribuito alla bresciana Viviana Beccolossi. Tuttavia nelle ultime ore avrebbe posto con forza la sua candidatura anche l’ex senatrice bergamasca Alessandra Gallone. La qual cosa ha creato più di una tensione interna a Fratelli d’Italia e soprattutto nella parte laica del Pdl di Bergamo che ambiva a esprimere un suo uomo nell’esecutivo regionale.

Sì perché – fermo restando che l’assessorato bergamasco in quota Pdl non sarà ciellino (a CL sono già stati assegnati due posti in province diverse da Bergamo) -, è dall’area laica del Popolo della Libertà che, a rigor di logica e di voti, si attendeva il nuovo assessore orobico.

Ora l’operazione Gallone, qualora andasse in porto, rischia di destabilizzare un progetto politico, quello laico, che è andato consolidandosi nel tempo come unica alternativa al blocco formigoniano-ciellino. Alternativa che ha portato Alessandro Sorte all’elezione in Regione e Enrico Piccinelli ormai certo al Senato.

Un assessorato bergamasco a FdI, inoltre, suonerebbe come una beffa per l’elettorato laico del Pdl. Anche perché, qualora Marco Pagnoncelli riuscisse a conquistare un posto in Senato (pare che nel gioco degli spostamenti ci siano problemi d’incastro e soprattutto il “niet” di Denis Verdini), per i laici si aprirebbe un’ulteriore area di rischio. Perché è evidente che Pagnoncelli, vecchia volpe della politica, a quel punto farebbe valere eccome tutto il suo peso parlamentare a livello locale.

Accantonata l’ipotesi di Giorgio Jannone, impegnato sul fronte Ubi Banca, è evidente che l’operazione Gallone crei più di un malumore fra i laici. Non si tratta, ovviamente, di nomi, ma di una questione prettamente politica. Il messaggio che passerebbe nell’elettorato laico, temono gli esponenti di quest’area, è che, una volta di più, il progetto venga sacrificato alle decisioni prese dai vertici. In netta contraddizione con quanto palesato dall’ultima tornata elettorale che ha imposto un cambiamento nella direzione della volontà degli elettori.

Il rischio di operazioni simili, dunque, è una perdita di consensi a livello territoriale che sarebbe drammatica per un partito che, in termini di voti, è calato ancora del 10 per cento in Bergamasca.

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