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Politica

Fontana (Pdl): il governo Monti non ha fatto nulla per Bergamo

Di Alessandra Raimondi20 febbraio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gregorio Fontana

Gregorio Fontana

BERGAMO — Più di un ministro al mese ha fatto visita a Bergamo nello scorso anno, “ma più che portare hanno sottratto risorse al territorio”. Lo sostiene il Popolo della Libertà secondo il quale Bergamo è stata fortemente penalizzata dal governo dei tecnici di Mario Monti.

“A Bergamo abbiamo visto ministri per 13 volte in soli 13 mesi, Premier compreso e senza contare i sottosegretari” spiega il deputato del Popolo della Libertà Gregorio Fontana. “Credo si tratti di un record. Ma più che portare risorse alla nostra terra hanno consentito di sottrarne: in questi mesi Bergamo ha perso molti fondi e molte occasioni: dai tagli continui e scriteriati agli enti locali, che ormai ci hanno messo in ginocchio, alla Scuola di Magistratura, scippata dopo aver speso tante risorse. L’elenco è davvero lungo”.

Annamaria Cancellieri (ministro degli Interni) a Bergamo c’è stata due volte (il 26 marzo e il 25 agosto): “Ha avuto il suo bel daffare: basti pensare alla progettata e poi scongiurata soppressione del Commissariato di Treviglio e al numero di operatori di Forze dell’Ordine, sempre al palo – continua Fontana – Benché affascinata (lo scorso 26 marzo), dalla visita alla casa natale di Donizetti, non ha posto veti ai tagli ai comuni virtuosi, fra cui Bergamo, che ora non riesce più nemmeno a sostenere il Conservatorio dedicato al celebre musicista. E sì che si era detta sostenitrice di un “nuovo Rinascimento” per la nostra città: basta guardare alle buche delle strade, causate dall’insufficienza di risorse trasferite dallo Stato. È arrivata in città per l’inaugurazione del Museo della Cattedrale, per di più in compagnia di altri due colleghi, dichiarando che avrebbe appoggiato la candidatura di Bergamo quale Capitale della Cultura: ma non mi sembra che, su questo fronte, abbia concluso qualcosa”.

“Corrado Passera (titolare dello Sviluppo Economico) s’è visto lo scorso novembre, chiedendo a Bergamo un dossier anticrisi – prosegue il parlamentare –. Nel frattempo, si era già dato da fare per mandare a gambe all’aria l’economia bergamasca ingaggiando una guerra contro Ryanair, principale vettore dell’aeroporto di Orio, e mettendo così a rischio migliaia di posti di lavoro a Bergamo e in Italia. A pari merito con Lorenzo Ornaghi (beni culturali), Corrado Clini (ambiente) è stato dalle nostre parti solo una volta: al Kilometro Rosso, non ancora diventato una sede di partito. Avrà fatto il sopralluogo in vista della campagna elettorale, aperta da Monti a gennaio proprio in casa del candidato Bombassei?”.

A proposito di sopralluoghi, “lo stesso Monti – dice ancora Fontana – è stato a Bergamo il 26 maggio scorso per il giuramento degli allievi ufficiali della Guardia di Finanza: voleva sondare il terreno prima di farci sapere che il Governo (diversamente da quello guidato da Berlusconi) non si sarebbe opposto più di tanto allo spostamento a Roma dell’Accademia della Guardia di finanza?”.

La palma d’oro delle presenze va, ovviamente, al bergamasco Giulio Terzi di Sant’Agata (Esteri): “Cinque presenze in tutto, due delle quali per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università. Mica male, se il combinato disposto di queste visite con quelle del collega Francesco Profumo (ministro dell’Istruzione, arrivato due volte a Bergamo) ha significato una riduzione dell’11 per cento dei fondi all’ateneo orobico: la più pesante degli ultimi anni”.

Secondo il Pdl, i risultati dei tredici mesi di Governo Monti per Bergamo non si discostano dal bilancio nazionale: “Basta mettere in fila i dati macroeconomici (debito, pil, disoccupazione, consumi, inflazione) per rendersi conto di quello che è successo – afferma Fontana – È un massacro. Se potessimo fare una fotografia del prima e del dopo all’Italia, come si fa per pubblicizzare i prodotti dimagranti, l’immagine sarebbe davvero desolante: la cura debilitante di Monti ha funzionato alla perfezione. I tecnici sono stati dei campioni dello spreco, hanno issato la bandiera della spending review ma alla fine si sono affidati al solito “tassa e spendi”. Per Bergamo e per tutto il Paese si tratta di un salasso insopportabile”.

“La verità – conclude Fontana – è che, come a livello nazionale, i ministri di Monti a Bergamo non hanno fatto altro che passerelle, buone per fare relazioni pubbliche e dare visibilità a un Governo che ha messo in ginocchio il Paese. Ma se il bilancio delle visite è lungo, quello dei risultati è davvero breve: rasenta lo zero”.

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