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Politica

Anti-corruzione: le contraddizioni del decreto Monti

Di Redazione18 febbraio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mario Monti

Mario Monti

ROMA — Sono molte le contraddizioni che emergono scorrendo lo schema del decreto legislativo arrivato nei giorni scorsi in Consiglio dei Ministri che, in attuazione della delega contenuta nella Legge n.190/2012, intende normare i casi di conpatibilità e inconferibilità delle cariche elettive.

Il decreto è molto articolato e recependo quanto previsto dalla Legge delega modificherà le sanzioni accessorie per i reati contro la pubblica amministrazione, come corruzione, concussione e altri, prevedendo la preclusione a ricoprire incarichi amministrativi e dirigenziali di vertice.

L’incompatibilità scatta dalla prima condanna, e dunque prima che divenga definitiva, e diviene perpetua quando vi sia l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Però non si licenzia nessuno, sia chiaro. Se un dirigente di ruolo incappa nel decreto anticorruzione mica lo si licenzia, lo si assegna ad incarichi diversi da quelli che comportino competenze di amministrazione e di gestione. Come dire un dirigente, corrotto, condannato che però resta a fare il dirigente di niente, visto che le competenze di un dirigente sono appunto amministrazione e gestione.

Singolare anche il trattamento per chi abbia ricoperto incarichi politici, o li ricopra. Chi ricopre un incarico in organi di indirizzo politico o lo abbia fatto nei due anni precedenti è per il governo un criminale potenziale, come se la politica non fosse un diritto/dovere garantito dalla costituzione.

E quindi mentre un condannato in primo grado per violenza può essere tranquillamente nominato, un “dirigente politico” no.

Poi siccome questo è il Paese dei tengo famiglia ecco nel decreto, insieme al divieto di ricoprire incarichi dirigenziali per chi abbia ricoperto incarichi politici, una bella previsione ad personam: la norma salva ministri del Governo Monti.

La Legge, naturalmente, vale per tutti, tranne per quelli che all’atto dell’assunzione della carica politica erano già titolari di incarichi (vedi alla voce Consiglio dei Ministri). Una vera caduta di stile in un provvedimento così importante. Come legge Benjamin sul muro dei comandamenti, alla fine della “Fattoria degli Animali” di Orwell: “Tutti gli animali sono uguali. Ma alcuni sono più uguali degli altri”.

Carlo Scotti-Foglieni

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