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Bergamo

Olivati (Fiaip): la casa resta l’investimento più sicuro

Di Alessandra Raimondi16 febbraio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La casa resta l'investimento più sicuro

La casa resta l’investimento più sicuro

BERGAMO — Quali richieste può realisticamente fare il mondo del mattone al prossimo governo? Ecco l’opinione del presidente della Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip) di Bergamo Giuliano Olivati.

“La ratifica italiana, sul finire del 2012, del trattato europeo del fiscal compact ci porta per i prossimi 20 anni, a partire dal 2015, a manovre da 40/60 mld/anno, per ridurre entro il 2035 il rapporto debito sovrano/Pil dal 126 per cento al 60 per cento. Quindi invocare il calo della pressione fiscale su un settore è impossibile, dato che tagli e tasse sono destinati ad aumentare a pioggia. Va notato che la forbice 40/60 mld di manovra annuale si apre a 60 o chiude a 40 oppure nel mezzo proprio in ragione dell’andamento del Pil, su cui tuttavia non si può essere troppo ottimisti, dato che è in calo insieme alla produzione industriale.

Dire che si compensa il taglio Imu prima casa (oggi promesso da quasi tutte le forze politiche a partire da quelle che hanno introdotto l’imposta) con altre tasse su alcolici tabacchi giochi ecc. poteva essere sostenibile se non vi fosse il fiscal compact, che ci farà sì tassare alcolici tabacchi giochi (e financo le meretrici) ma “in più” e non “al posto di” altre tasse oggi esistenti: è già bello se non dovremo pagare la bolletta dell’aria. Uscire dal fiscal compact? Tutto si può fare, ma a quel punto avremmo lo spread a mille, il debito sovrano fuori controllo e rischio di default rapidissimo stile Argentina ecc. ecc.; uscire dall’euro? Dicono i giuristi non si può, o meglio si devono stracciare i trattati europei e si esce direttamente dalla Ue, tornando all’autarchia anni Trenta (e fors’anche alle sanzioni europee tramutate in dazi). Rinegoziare i trattati? Certo si può fare, ma son cose lunghe complesse ecc.: morale, intanto ci teniamo il fiscal compact e su quello dobbiamo regolarci. Il resto è fantapolitica, poi ovviamente ognuno la può pensare come vuole.

Alla fine come non dar ragione a Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip (la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali), che al termine di un incontro con le forze politiche ha concluso: “Abbiamo capito che siamo soli”. Visto che ci dobbiamo tirar su da soli, prendendoci per il codino come il barone di Münchhausen, è necessario tornare ai fondamentali del real estate: l’economia di pietra ha sempre battuto l’economia di carta (Monte Paschi dice qualcosa?), perché la casa soddisfa un bisogno esistenziale essenziale dell’essere umano e del nucleo familiare, cellula base della compagine sociale. Quindi comprare la casa di abitazione, o acquistare un appartamento da dare in affitto, resta oggi l’investimento di medio-lungo termine più sicuro.

Per quanto riguarda le tasse, la sensazione è che il mattone abbia già dato con l’Imu, che tuttavia sulla prima casa non è mediamente maggiore della vecchia Ici: e quando si pagava l’Ici sulla prima casa, le case si vendevano alla grande, segno che non è l’Ici/Imu ad aver rallentato il mercato, ma una serie di cause macroeconomiche che hanno fatto regredire la performance economica generale; anche se la pessima gestione governativa dell’Imu, dalle aliquote non tempestivamente definite alla comunicazione dilettantistica ingigantita dai media, ha causato disorientamento e turbativa di mercato. Arriverà la Tares che rimodula la vecchia Tarsu/Tia, e speriamo anche qui di non assistere a strumentalizzazioni politiche di una tassa sui servizi che si paga in tutto il mondo. Altre imposte sono possibili ma sulla ricchezza mobiliare, investimenti finanziari e depositi, salvo forse una tassa di solidarietà sociale (come in Francia) sui grandi patrimoni immobiliari plurimilionari.

Usciamo dall’isteria collettiva causata dal corto circuito mediatico-politico e rimbocchiamoci le maniche: il mondo è fatto di case, e la casa è il nostro mondo”.

Giuliano Olivati
presidente Fiaip Bergamo

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