iscrizionenewslettergif
incubatore-728x90gif
Provincia

Allarme Coldiretti: la Bergamasca si sta sbriciolando

Di Alessandra Raimondi6 febbraio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Allarme Coldiretti: rischio frane in Bergamasca

Allarme Coldiretti: rischio frane in Bergamasca

BERGAMO — La provincia di Bergamo si sta sgretolando. E’ la terza, a livello lombardo, per numero di smottamenti, dopo Sondrio e Brescia. Lo sostiene una recente ricerca della Coldiretti.

Secondo lo studio, elaborato sui dati dell’Iffi (Inventario fenomeni franosi in Italia), sono state oltre ventinovemila le frane registrate al 2012, l’11 per cento in più rispetto al 2006, quando gli eventi franosi registrati superarono i 26mila.

In Lombardia nel 2012 le frane rilevate sono state quasi 150mila, 17.833 in più rispetto al 2006, e hanno coinvolto oltre 4 mila chilometri quadrati di territorio. 
In provincia di Bergamo l’area che al 2012 risultava interessata da frane, con diversi livelli di incidenza, è pari a 619 chilometri quadrati (il 15 per cento dell’area interessata da frane in Lombardia e il 23 per cento della superficie totale provinciale) mentre nel 2006 era pari a 514 chilometri quadrati.

“E’ soprattutto in montagna che il problema si sta manifestando in tutta la sua gravità – sottolinea il presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio – dal 2006 al 2012 le frane che hanno sbriciolato la Bergamasca sono state ben 3.025 in più. Il fenomeno purtroppo è in costante aumento”.

“E’ un bilancio particolarmente pesante quello del dissesto idrogeologico, che conferma una accelerazione nel ripetersi di eventi emergenziali, mettendo a rischio territori e paesi con il pericolo di provocare vittime e danni – continua Brivio – non è più possibile assistere passivi a questo scempio, la politica e le amministrazioni devono mettere in atto interventi adeguati, sostenendo in primis l’attività agricola, principale presidio del territorio. E questo deve avvenire soprattutto nelle aree più fragili”.

L’Italia frana anche perché il 25 per cento delle campagne negli ultimi 40 anni è stato abbandonato, come è successo in diverse aree montane, o coperte dal cemento .

Un territorio grande come due volte la Lombardia per un totale di cinque milioni di ettari equivalenti è stato sottratto all’agricoltura, senza che questo processo fosse accompagnato da un adeguamento della rete di deflusso delle acque.

In provincia di Bergamo, secondo i dati del sesto Censimento generale dell’Agricoltura elaborato dall’Istat, la superficie agricola dal 2000 al 2010 è diminuita del 23 per cento.

“La situazione non deve essere ulteriormente sottovalutata – commenta il direttore di Coldiretti Bergamo Gianfranco Drigo –, è indispensabile passare subito ad una seria e concreta politica di prevenzione e, contestualmente, aggiornare programmi e modalità di intervento alle nuove condizioni climatiche, tenendo conto di quanto successo nei territori in questi anni. Bisogna anche far si che l’uomo possa continuare a svolgere l’attività agricola nelle aree più a rischio, evitando lo spopolamento e perseguendo invece una costante azione di tutela e manutenzione dell’ambiente”.

Nella classifica delle fasce territoriali più vulnerabili ci sono, in Lombardia, oltre 30 mila chilometri di strade secondarie e principali, oltre 8 mila chilometri di linee elettriche, quasi 2 mila chilometri di percorsi ferroviari e più di 2.400 chilometri quadrati di aree urbane.

Siccità: riconosciuto stato di calamità ai comuni bergamaschi

Riconosciuto lo stato di calamità ai comuni bergamaschi BERGAMO -- Il ministero delle Politiche agricole, su richiesta della Regione Lombardia, ha riconosciuto lo ...

Lunedì gelo: previsti -15 in montagna. Neve in città

Una nevicata sul quartiere Finardi BERGAMO -- Dopo giorni quasi primaverili torna d'impeto l'inverno. Per lunedì sono previsti fino a ...