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Politica

Siliprandi: ecco come migliorare la Sanità lombarda

Di Alessandra Raimondi5 febbraio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Patrizia Siliprandi

Patrizia Siliprandi

TREVIGLIO — Una sanità a luci e ombre. Con punti di eccellenza e molte cose da migliorare. Patrizia Siliprandi, candidata alle prossime elezioni regionali per la Lista Albertini, è una dei candidati bergamaschi che ha messo nel suo programma una nutrita serie di interventi sulla sanità lombarda, per aumentare servizi e prestazioni ai cittadini. L’abbiamo intervistata.

Siliprandi, parliamo di sanità: in Lombardia la situazione sembra tutto sommato positiva…
Sentiamo sempre dire, ed oramai abbiamo assimilato il concetto, che la Sanità lombarda rappresenta una eccellenza da tutti invidiata. Ma stiamo attenti a non assuefarci a una simile idea che facilmente ci può far perdere di vista una corretta valutazione dei problemi che pure ci sono.

Quindi non siamo un’eccellenza, come sostiene il governatore Formigoni?
Eccellente sì, ma in senso relativo e non assoluto. Abbiamo una sanità migliore rispetto a quella fornita da altre regioni, soprattutto del Sud Italia, e purtroppo conosciamo le ragioni che hanno portato a questo disvalore, ragioni che stanno minando anche il nostro sistema sanitario, come dimostrano gli ultimi accadimenti portati alla luce dalla magistratura e che hanno, di fatto, azzerato il ventennio formigoniano. La sanità, secondo il nostro ordinamento giuridico, è la principale mission delle Regioni e non dobbiamo quindi perdere di vista ed abbassare il controllo su di un servizio che per tutti noi rappresenta se non la stessa possibilità di sopravvivenza, ma per alcuni è anche questo, una fonte di salute e benessere.

In quali settori servirebbero passi in avanti?
E’ un problema che sento da vicino, sia per la mia professione di farmacista a Treviglio, a contatto con una realtà minata da problemi d’inquinamento e ambientali, sia per i miei trascorsi in Commissione Nazionale per le Pari Opportunità, in cui ero responsabile dei settori Salute ed Ambiente, sia, ancor più, per l’esperienza quale membro osservatore per le questioni femminili nella Commissione Unica del Farmaco. Mi piace ricordare che in tale veste ho ottenuto il riconoscimento della gratuità di alcuni farmaci specifici per la salute delle Donne ed ho combattuto affinché la sperimentazione dei farmaci fosse specificatamente rivolta ad entrambi i generi. Non tutti sanno che la prassi è ancora quella di una sperimentazione sul solo genere maschile, con le conseguenze che tutti possono immaginare.

Quindi?
Quindi non bisogna, da un lato, abbassare la guardia su quelle che sono le cose che funzionano, la professionalità degli addetti, medici e ausiliari, la puntualità dei rimborsi farmaceutici, la logistica che regge seppur con qualche grave eccezione di cui parlerò oltre. Dall’altro, bisogna porre rimedio, e con buona volontà e, soprattutto, con una migliore gestione dei fondi, che come abbiamo visto spesso prendono strade clientelari e di favore, porre rimedio, dicevo, ai disservizi e alle lacune che pure ci sono.

Come si può intervenire?
Un serio controllo alle nomine dirigenziali nel sistema sanitario, nomine che dovranno essere fondate sul solo merito e non fatte in base a criteri di appartenenza politica, potrà essere un ulteriore momento di progresso. Qualora fossi eletta al Pirellone, vigilerò che non si deroghi a tale principio convinta come sono che vi sono professionalità eccellenti che a volte devono abdicare ad incarichi di responsabilità per il solo fatto di non avere “amici” che li sponsorizzano. E’ un malcostume che deve definitivamente essere debellato.

Quindi più controlli. Ma dal punto di vista medico-sanitario?
Bisogna introdurre novità, soprattutto per quanto riguarda una più estesa conoscenza di migliori stili di vita, conoscenza che deve iniziare sin dai primi anni di scuola. Bisogna estendere la prevenzione e la diagnosi precoce a tutte le categorie dei cittadini, secondo le rispettive esigenze e le più comuni patologie. Risorse vanno poi destinate, per quanto la Regione può fare, alla ricerca e alla sperimentazione di farmaci per la cura delle malattie cosiddette rare, che, appunto per questa loro minor frequenza hanno sinora meritato il disinteresse delle grandi aziende farmaceutiche. Senza dimenticare che la cura ed attenzione alle problematiche ambientali, troppo spesso sottovalutate se non colpevolmente ignorate da chi ci amministra a livello locale, è di per sé fattore di prevenzione per numerose patologie, purtroppo a volte anche cancerogene.

Lei viene da Treviglio, zona in cui i problemi ambientali non mancano…
Da anni mi batto perché nella mia città, Treviglio, si ponga rimedio alla quesitone cromo esavalente, di una sostanza cancerogena che si accumula nell’organismo. Se dovessi diventare consigliere regionale, il mio primo intervento sarebbe nella direzione di porre fine a questo scempio del territorio e della salute dei cittadini.

Bergamo però ha finalmente avuto il suo nuovo ospedale. Cosa ne pensa?
Una cosa semplice: non si può tollerare che i soldi dei cittadini vengano spesi in maniera approssimativa e che nessuno risponda dei propri errori. Talvolta servono commissioni d’inchiesta regionale. Me ne farò promotrice.

Quanto ai servizi sanitari per i cittadini, come li giudica?
Manteniamo quindi questa sanità per un certo verso “eccellente”, ma dobbiamo impegnarci, e questo è un mio formale impegno, per migliorarla ed eliminare le note di negatività che pure ci sono, non ultima la lunghezza delle liste di attesa, che va drasticamente ridotta ad evitare che i cittadini, contro la loro stessa volontà, vengano dirottati verso altre strutture sanitarie.

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