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Politica

Pdl Bergamo: Sorte fa il pieno nel versante laico

Di Redazione5 febbraio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alessandro Sorte alla presentazione della sua campagna elettorale

Alessandro Sorte alla presentazione della sua campagna elettorale

BERGAMO — Mettere insieme tanti “big” del partito nella stessa sala è già un risultato eccezionale. I laici del Pdl hanno trovato in Alessandro Sorte il candidato su cui convergere alle prossime elezioni regionali.

Ieri sera, all’apertura della campagna elettorale dell’ex capogruppo in Provincia (che ha dato le dimissioni prima di correre in Regione) all’hotel San Marco di Bergamo c’erano 350 persone. E non solo le truppe di giovani su cui Sorte negli anni ha costruito la base del suo consenso. Ma anche pezzi da novanta del partito in Bergamasca, pronti a sostenerlo nella corsa al Pirellone.

Fontana, Jannone, Gelmini, per fare il nome dei parlamentari. Ci sono i fedelissimi con cui Sorte ha costruito il suo mondo in questi anni: Benigni e Paolo Franco. Ma anche quelli che non ti aspetti: Carlo Saffioti, per esempio, che con Sorte in passato ha dato vita a uno scontro – sotterraneo e non – durissimo. Oppure Marco Pagnoncelli, deus ex machina della parte laica dei formigoniani, che con il giovane consigliere provinciale si è sempre confrontato, talvolta avvicinandosi, talvolta allontanandosi. E poi, in prima fila, ad ascoltare il programma del pidiellino c’erano Bonassi, Capetti, Risi, Ceruti, Ceci, Scotti Foglieni, i trevigliesi Prandina, Pignatelli e Melli, i fratelli Testa, e persino un ex fedelissimo del segretario provinciale Capelli, Paolo Dolci, che non ha avuto parole tenere nei confronti del vincitore del congresso.

Insomma, al di là del folklore da campagna elettorale, Sorte ha messo in piedi una macchina organizzativa sorprendente. Ma è soprattutto il risulto politico ad essere significativo. Con un’opera certosina, il giovane di Brignano è riuscito a tessere una tela di alleanze molto estesa, praticamente omnicomprensiva, nel versante laico – e non solo – del Pdl. Ha messo insieme, attorno alla sua candidatura, anche gruppi laici che spesso sono stati in netto antagonismo. Si è fatto punto d’incontro delle più diverse istanze politiche. Come riuscirà a governare questa galassia, il giorno dopo le elezioni, è tutto da vedere. Così come resta da vedere la reale portata del consenso raccolto finora.

Anche perché in corsa per il Pirellone c’è anche un signore che risponde al nome di Angelo Capelli. Il segretario provinciale resta comunque il grande favorito, nonostante alcune defezioni importanti nel suo campo. Tranne alcuni uomini persi maldestramente lungo il percorso, Capelli può comunque contare su un apparato organizzativo ancora forte: lo stesso che gli ha consentito di vincere il congresso a mani basse.

Ma Sorte, dal canto suo, una prima battaglia l’ha già vinta: è giovane e ha entusiasmo ma non gli manca l’acume tattico del politico navigato, tanto che è riuscito a farsi sintesi del turbolento versante laico del partito. Emblematico il commento del vicesindaco Gianfranco Ceci: ha messo in piedi una corazzata. Non era mai accaduto prima. Vedremo come sarà dopo.

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