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Politica

Pdl Bergamo: Capelli, Arnoldi e l’incognita del dopo elezioni

Di Redazione28 gennaio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il segretario provinciale del Pdl Angelo Capelli

Il segretario provinciale del Pdl Angelo Capelli

BERGAMO — Nessuna novità ma un sacco di guai a livello politico. C’è molta tensione nel Pdl di Bergamo dopo la presentazione dei candidati alle prossime elezioni regionali.

Vada per l’ovvia competizione, ma la vigilia della campagna elettorale è stata tutt’altro che tranquilla per la segreteria provinciale. Se da un lato i nomi dei candidati sono noti da una settimana (Capelli, Sorte, Birolini, Colombo, Internullo, Guarnieri, Villa, Vismara e Arnoldi) è proprio la composizione della lista a dare più di un mal di pancia politico all’amministrazione Capelli.

Se l’ordinario aveva già creato qualche fibrillazione, sia nella segreteria sia nella maggioranza che la sostiene, sono state le conseguenze politiche dell’inserimento di Gianantonio Arnoldi a far traboccare un vaso pieno di scintille.

L’ex segretario provinciale di Forza Italia è stato paracaduto in lista da un accordo nazionale fra il Pdl e il Pid dell’ex ministro Saverio Romano, passato sopra la testa di Capelli. Non bastasse, Arnoldi, vecchia volpe della politica, consapevole che per vincere serve un consenso trasversale, è andato a cercarsi il supporto di alcuni big del partito prima di scendere in campo. Nella fattispecie, Marco Pagnoncelli, Basilio Mangano e Enzo Sirleto. Chi per l’uno chi per l’altro motivo, ultimamente non troppo in sintonia con la segreteria provinciale.

Inoltre, l’ex deputato di Capriate avrebbe rispolverato antichi contatti con il mondo cattolico. Se a questo si aggiungiamo il fatto che Capelli, dal congresso a oggi, si è giocato – nell’ordine – l’appoggio degli uomini di Marcello Moro, di quelli di Benedetto Bonomo (passato con Albertini), di quelli del senatore Carrara (anch’egli coinvolto nell’operazione travaso sull’ex sindaco di Milano), e poi quelli di Gigi Parma e del sindaco Paolo Dolci (passati ad altri lidi), la frittata è fatta.

Risultato: la maggioranza ciellino-formigoniana che sosteneva Capelli ha perso per strada alcuni pezzi da novanta, proprio mentre il segretario preparava la rampa di lancio per la sua corsa al Pirellone.

L’operazione Arnoldi, di fatto, indebolisce ulteriormente (col consenso più o meno consapevole degli interessati) il nocciolo duro ciellino-formigoniano uscito dal congresso dello scorso febbraio. Ecco perché Marcello Raimondi in coordinamento provinciale ha espresso netta (quanto vana) contrarietà al ritorno dell’ex parlamentare bergamasco nell’orbita pidiellina.

Conti alla mano, il segretario provinciale resta comunque il grande favorito, anche se gli sarà difficile riguadagnare il terreno perduto prima delle elezioni. Quanto accadrà dopo il 24 febbraio è la vera incognita, con gli equilibri e i rapporti di forza cambiati per via del risultato elettorale. Nei giorni scorsi Capelli ha spiegato che, anche qualora fosse eletto in Regione, non lascerà necessariamente la segretaria. Ma è evidente che, con un quadro diametralmente ribaltato rispetto a quello uscito dal congresso, il percorso avviato in via Frizzoni sarà più che mai irto di ostacoli.

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