iscrizionenewslettergif
Bergamo

Confesercenti e Federconsumatori: servono misure anti crisi

Di Alessandra Raimondi25 gennaio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Le pesanti conseguenze della crisi

Le pesanti conseguenze della crisi

BERGAMO — Alla giornata di mobilitazione generale indetta per lunedì 28 gennaio da Rete imprese parteciperà anche Confesercenti Bergamo. L’evento sarà seguito in video dalla sede di Bergamo di via Galli. In quest’occasione si chiederà ai politici di dare risposte concrete alla crisi.

Tale urgenza viene sottolineata dai dati 2012: mille imprese al giorno hanno chiuso i battenti e la pressione fiscale ha raggiunto livelli altissimi. Inoltre i consumi sono crollati e il reddito medio disponibile è uguale a quello di 27 anni fa.

Sui consumi in discesa interviene anche l’associazione Federconsumatori che in un comunicato auspica un aumento della concorrenza dei mercati in modo che anche il potere d’acquisto degli acquirenti si alzi.

I dati sul commercio al dettaglio, pubblicati oggi dall’Istat, mostrano un ulteriore calo delle vendite a novembre 2012 del -3,1 per cento rispetto a novembre 2011. In flessione sia il non alimentare, che segna un -3,7 nel confronto con lo stesso mese dello scorso anno, che l’alimentare con un -2,0 per cento. Il dato cumulato dall’inizio dell’anno si porta al -2,0 per cento a livello totale, con l’alimentare a -0,6 per cento e il non alimentare a -2,6.

“Siamo ormai di fronte a una situazione strutturale di calo dei consumi, confermata dal fatto che, ad eccezione del discount che risulta essere un canale di vendita anticiclico rispetto alla crisi, soffrono tutte le forme distributive – ha commentato il presidente di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli, – Dal 2008 (con la sola eccezione del 2010 con un modesto +0,2 per cento) le vendite al dettaglio sono in calo. Stimando per il 2012 una diminuzione del 2% l’arretramento negli ultimi 5 anni è valutabile nel -5 per cento a valore”.

La nota continua affermando: “In questo scenario è importante sostenere e ampliare le politiche volte a introdurre maggiore concorrenza nei mercati, una strada in grado di dare efficienza alle imprese e maggiore potere d’acquisto alle famiglie a vantaggio dei consumi. Un esempio è la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi, un provvedimento in vigore da un anno che non solo consente di ridistribuire più salario ai dipendenti (le giornate domenicali e festive sono retribuite con una maggiorazione almeno del 30 per cento e godono di una tassazione agevolata) e di assumere giovani e donne con contratti part-time, ma serve anche a sostenere i consumi”.

“Una ricerca condotta da Ispo del Prof. Renato Mannheimer rivela infatti che il 62per cento di chi acquista la domenica sceglie in quel giorno qualche cosa in più rispetto a quello che avrebbe normalmente comprato negli altri giorni. In definitiva, senza la liberalizzazione degli orari, probabilmente il calo delle vendite sarebbe stato anche maggiore”.

Dramma nel dramma: il mio negozio rovinato dall’esplosione

Il negozio Hair Zero danneggiato dall'esplosione BERGAMO -- "Dovrò trovarmi un altro negozio per la mia attività perchè i vigili del ...

Atb, in arrivo 18 nuovi autobus ecologici

I mezzi Atb BERGAMO -- Dodici autobus e sei autosnodati a metano che manderanno in pensione i loro ...