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Bergamo

Quarantottenne arrestato per bancarotta fraudolenta

Di Alessandra Raimondi23 gennaio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Guardia di finanza in azione

La Guardia di finanza in azione

BERGAMO — La Guardia di Finanza di Bergamo nell’ambito dei reati fallimentari ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari Patrizia Ingrascì, nei confronti di un 48enne originario di San Giuseppe Vesuviano (in provincia di Napoli) per bancarotta fraudolenta, reato punito con la reclusione da 3 a 10 anni.

L’uomo è attualmente già detenuto in carcere in quanto arrestato dalla Dia di Napoli lo scorso dicembre per le indagini condotte in quella sede dalla Dda che lo ha considerato il volto imprenditoriale dell’associazione criminale, dedito al riciclaggio di denaro attraverso l’infiltrazione nel tessuto economico ed imprenditoriale bergamasco.

Le indagini delle Fiamme Gialle bergamasche, dirette dal sostituto procuratore Monia Di Marco, sono state avviate agli inizi del 2012 a seguito del fallimento della società denominata “De Gennaro Moda S.r.l.” nel giugno del 2011 e dal cui patrimonio sociale erano spariti 2 milioni di euro.

Le indagini, condotte su tutto il territorio nazionale, hanno consentito di delineare un articolato ma univoco quadro probatorio idoneo a dimostrare la distrazione dal patrimonio della società fallita di ingenti somme di denaro, 1,8 milioni dei quali ad opera dell’accusato.

Tutto ciò avvenne nonostante il appresentante legale della società fosse un altro napoletano, deceduto nel luglio 2011. Di fatto l’azienda veniva gestita dall’accusato, titolare tra l’altro del marchio “L’arianna”, che curava i rapporti con i clienti/fornitori e con i funzionari degli istituti di credito presso i quali la società deteneva i propri conti correnti.

Inoltre lo stesso utilizzava carte di credito, formalmente intestate all’amministratore di diritto morto e collegate ai conti correnti della fallita, per acquisti personali (quali ad esempio oggetti di valore o rifornimenti di carburante delle autovetture da lui usate) per un ammontare di 13.162 euro così come il prelevamento di denaro contante per importo di 591.285 euro privo di qualunque giustificazione.

Dall’attività di indagine è emerso che l’indagato gestiva non solo la De Gennaro Moda S.r.l., ma una pluralità di società (alcune delle quali fallite con modalità pressoché identiche), avvalendosi, quali amministratori di diritto, di prestanomi compiacenti le cui posizioni sono tutt’ora al vaglio degli inquirenti.

L’attenzione della Fiamme Gialle sul tema del reato per bancarotta fraudolenta è altissimo in questo periodo. Secondo la Guardia di Finanza la criminalità organizzata svolge un ruolo di primo piano nascosta dietro i finti fallimenti con i patrimoni che spariscono nel giro di pochi mesi. Bergamo, Brescia e Milano sono città ad alto rischio per quanto riguarda il riciclaggio e il reimpiego di capitali illeciti.

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