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Politica

Monti a Bergamo: riforme radicali per salvare l’Italia

Di Redazione21 gennaio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mario Monti

Mario Monti

BERGAMO — E’ partita ufficialmente da Bergamo l’avventura elettorale di Mario Monti. Il premier è stato accolto da una standing ovation al Kilometro rosso per il primo incontro con i candidati della lista Scelta Civica. Ad accompagnarlo la moglie Elsa e ad accoglierlo all’ingresso il patron del gruppo bergamasco Brembo, Alberto Bombassei, candidato alla Camera per la lista Monti.

“L’Italia non ha bisogno di moderazione nel senso di mezze misure, ma di riforme radicali” ha esordito Monti. “Non si tratta di federare i moderati, ma di federare i riformatori”.

Mario Monti ha spiegato di aver detto no alla proposta di Berlusconi per tante ragioni ma “la principale è che non occorre unire i moderati in Italia”. Secondo Monti la moderazione è “un atteggiamento umano che molti di noi condividono e non sempre chi si dice moderato in politica è moderato nel nostro senso”. Secondo il premier, ciò di cui ha bisogno il Paese sono “riforme radicali”, che servono in particolare a “coloro che sono fuori dalle corporazioni, dalle rendite, ai giovani”.

Quello per la lista Monti “non è un voto contro qualcuno, ma fermissimamente per l’Italia ed è un voto utile. All’ordine del giorno del primo Cdm metterei una serie di riforme costituzionali, ha detto il professore: da una drastica riduzione del numero dei parlamentari, al riassetto dello Stato per renderlo meno oneroso, passando per la modifica del Titolo V della Costituzione”.

“Ho pensato che per l’Italia – ha spiegato Monti – fosse più interessante provare a promuovere questo sforzo piuttosto che magari andare ad esercitare per sette anni un incarico che é meno rilevante per il cambiamento dell’Italia”.

“Siamo, spero, usciti da una crisi finanziaria grave. Bisogna associare la continuazione di una disciplina di bilancio con un nuovo slancio per la crescita, il lavoro e il sociale. E andare avanti con questa disciplina di bilancio è necessario perché non è possibile imbrogliare i nostri figli e nipoti gravandoli di debito”.

“Il fatto che la congiuntura vada meno bene o peggio di quanto previsto, di per sé, non indica la necessità di manovre aggiuntive perché il saldo è previsto in termini congiunturali”, ha detto Monti. “Noi abbiamo ritenuto di mettere in opera tutte le azioni necessarie per il pareggio di bilancio e riteniamo di essere sulla strada di questo obiettivo”, aggiunge il premier.

Mario Monti ha spiegato che la “necessaria” riforma della Giustizia, contro la corruzione, sul conflitto di interesse e falso in bilancio ci sono stati ostacoli venuti da destra “anche per ragioni storiche e personali che conosciamo”.

Mario Monti ha spiegato che la sua forza politica “non parteciperà a governi che non avranno un forte orientamento riformista. Questa sarà la cartina di tornasole”. E dunque al momento ha detto di non essere “in grado di pronunciarsi oggi in materia di alleanze”.

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