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Politica

Danneggiato il Maroni Point, la Lega condanna

Di Redazione21 gennaio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il Maroni point danneggiato

Il Maroni point danneggiato

BERGAMO — “Non è con la forza della violenza che si fa politica, ma con quella delle idee. È questo il messaggio che vorremmo mandare ai teppisti che questa notte hanno danneggiato il Maroni Point di via Corridoni. Si tratta di atto vile e increscioso, compiuto da chi, al dialogo e al confronto civile, preferisce lo squallido vandalismo. Vigliacchi che approfittano del buio dell’anonimato per dare sfoggio del loro coraggio”. Sono le parole di Desirèe Cividini, portavoce della Lista civica «Maroni Presidente», all’indomani del danneggiamento del comitato elettorale, inaugurato venerdì alla presenza del candidato alla presidenza
della Regione Lombardia Roberto Maroni.

“I vandali, servendosi di un tombino, hanno danneggiato la vetrina del Maroni Point: è successo intorno alla mezzanotte e sul posto è intervenuta la polizia locale, avvisata dai residenti svegliati dal rumore. Nella giornata di domani sporgeremo ufficialmente una denuncia e consegneremo alla Questura le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza che abbiamo installato, augurandoci che possano essere utili per individuare al più presto i responsabili”.

I candidati della Lista civica condannano fermamente il gesto che va nettamente in controtendenza rispetto ai valori e allo spirito del luogo: “Il Maroni Point, così come dichiarato in occasione dell’inaugurazione da Roberto Maroni, è un luogo di incontro e confronto tra cittadini e candidati, un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono contribuire a dare suggerimenti per la costruzione del programma. Siamo all’inizio di una campagna elettorale più che mai importante, in quanto deciderà le sorti della Lombardia, che come il resto del Paese sta attraversando un periodo delicatissimo: quello di cui i cittadini hanno bisogno sono proposte concrete, risposte ai loro bisogni e ai loro dubbi. Il confronto, dunque, oggi più che mai, deve giocarsi sulle idee e sui programmi e non sulla violenza e sulle intimidazioni e, anche se duro, non può e non deve assolutamente uscire dai canoni della civiltà”.

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