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Treviglio, Legambiente contro la discarica di amianto

Di Alessandra Raimondi16 gennaio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La zona della prevista discarica

La zona della prevista discarica

TREVIGLIO — Pubblichiamo di seguito l’ntervento di Legambiente Circolo Bassa Bergamasca al Consiglio Comunale Aperto di Treviglio, del 15 gennaio 2013 sul tema della discarica di cemento-amianto presso la ex-cava Vailata.

“Legambiente si è posta sempre in maniera non ideologica rispetto alla questione della discarica per cemento amianto da realizzarsi presso la ex cava Vailata , esprimendo una forte opposizione alla localizzazione specifica.

Stiamo infatti parlando di un’area molto critica, prospiciente la cantierizzazione Bre.Be.Mi, molto vicina al tessuto cittadino e caratterizzata da un delicato equilibrio idro-geologico, oltre che da un probabile inquinamento sul fondo cava, ancora da indagare approfonditamente.

La localizzazione in cui ci si verrebbe a trovare la discarica (in termini di traffico indotto dall’attività di discarica, di inserimento futuro in un contesto di verde urbano e urbanizzazione di qualità previsto dal PGT, di attività imminenti legate al cantiere BreBeMi), sta ad indicare uno scenario insostenibile, checché ne pensino Regione e Provincia, che di fatto sono gli sponsor di questa discarica.

Inoltre resta la questione aperta, non risolta e che la “politica” evita accuratamente di discutere, che è quella della partecipazione della G.Eco (ex- Sabb) , di cui il Comune di Treviglio è socio di maggioranza, alla società proponente il progetto di discarica, che è TeAm: siamo di fronte ad un evidente contraddizione, che inficia di fatto la stessa ammissibilità del ricorso del Comune di Treviglio al Tar.

Chiediamo in questa sede che non si tergiversi ulteriormente su questo argomento. Non basta essere contro la discarica, richiedere l’esposizione di striscioni, votare ordini del giorno nelle sedi istituzionali. Occorre chiarezza e chiarezza significa sciogliere ogni legame fra G.Eco e TeAm. Significa, di fatto, togliere ogni paravento di utilità pubblica, ad un progetto che è solo speculativo.
Chiediamo che nel Consiglio Comunale di Treviglio e nei Consigli Comunali dei Comuni soci di G.Eco si verifichino le condizioni per l’uscita di G.Eco da TeAm . E lo si faccia subito.

Ma non vogliamo fare lo struzzo, che nasconde la testa nella sabbia, di fronte al problema dello smaltimento dell’amianto esistente nel territorio trevigliese. Il problema dello smaltimento in sicurezza del cemento amianto esiste e lo sappiamo. Tanto, troppo amianto, presente sui tetti di case e aziende si sta lentamente consumando aumentando di molto i rischi per la salute della popolazione. Un problema che accomuna la nostra città e la nostra provincia al resto d’Italia. A 18 anni dalla messa al bando della fibra killer, gli interventi di bonifica stentano a decollare e hanno ancora costi alti, iter autorizzativi lunghi, dispendiosi e scarsamente promossi dalle autorità pubbliche.
L’eternit da smaltire in Italia corrisponderebbe a 32 milioni di tonnellate. A Treviglio e’ certificata la presenza di 40 mila metri quadrati di Eternit, di cui seimila risultano smaltiti.

Non a caso stiamo cercando di porre, a livello regionale, la questione di una revisione radicale del Pral (il Piano regionale per lo smaltimento dell’amianto in Lombardia) perché senza regole e criteri chiari per la localizzazione di impianti e discariche, protocolli di monitoraggio, adeguate misure di informazione e partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, non si va da nessuna parte.

Lo dimostra il fatto che la logica di “riempire” d’amianto qualsiasi ”buco” disponibile, abbia portato alla situazione di stallo attuale: una discarica, quella di Cappella Cantone, è bloccata dalla magistratura; quelle di Brescia e Montichiari sono sotto sequestro per irregolarità nel conferimento.
Abbiamo chiesto di bloccare qualsiasi nuovo iter e ripartire da subito, riscrivendo e chiarendo le “regole del gioco”: è l’unica realistica via d’uscita, che permetterebbe di evitare ulteriori perdite di tempo. E sarà un impegno che chiederemo ai candidati al prossimo Consiglio Regionale: rivedere da subito il Pral per rendere lo smaltimento del cemento amianto non solo fattibile, ma anche snello e sicuro.

Fuori da ogni logica demagogica e fuori dal protagonismo che ha portato a fin troppe polemiche, siamo quindi a chiedere i seguenti atti concreti :
– L’uscita di G.Eco da TeAm
– L’attivazione di una campagna comunale di promozione e facilitazione
dello smaltimento amianto presente nel territorio trevigliese
– La revisione urgente del Pral

Ci interessa che i problemi vengano risolti, chiediamo alla “politica” concretezza, non parole, una concretezza finalizzata alla protezione ed amore per quel bene comune che è l’ambiente che ci circonda e che ci è stato dato in prestito da chi verrà dopo di noi!”

Treviglio, 15 gennaio 2013

Legambiente Circolo Bassa Bergamasca

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