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Bergamo

Stupro, interviene il ministro: domiciliari scelta tecnica

Di Redazione14 gennaio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il ministro della Giustizia Paola Severino

Il ministro della Giustizia Paola Severino

BERGAMO — “Comprendo le tensioni perché il caso è terribile, orrendo, aggravato ancor di più dallo stato di gravidanza della giovane vittima. E’ veramente atroce pensare che una ragazza non possa prendere la macchina al parcheggio senza rischiare di essere violentata”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino a Rai radio 1, commentando lo stupro a Bergamo di una 24enne incinta e la protesta violenta di alcuni cittadini sotto la casa del presunto colpevole, ai domiciliari.

“Bisogna ricordare che il nostro codice prevede da sempre che si possa attendere la sentenza in carcere o ai arresti domiciliari – ha spiegato il ministro -. Si tratta di una scelta tecnica del giudice, che certamente avrà valutato i precedenti dell’uomo ritenendo che i suoi trascorsi non comportassero pericolo di fuga o di reiterazione del reato e che, perciò, la detenzione ai domiciliari potesse essere sufficiente”.

Il ministro ha poi spiegato che gli arresti domiciliari sono una misura cautelare in attesa del giudizio e che non abbiano nulla a che vedere con i progetti di pene alternative, peraltro non andati in porto in Parlamento.

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