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Prima periferia

Ryanair, niente fuga dall’Italia: rispetteremo le leggi

Di Alessandra Raimondi10 gennaio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un aereo della Ryanair

Un aereo della Ryanair

BERGAMO — Niente fuga dall’Italia per la compagnia irlandese Ryanair, dopo le accuse sul pagamento dei contributi ai dipendenti. L’amministratore delegato Michael O’Leary ha fatto sapere che qualunque siano le leggi in Italia l’azienda le rispetterà.

Pericolo scampato dunque per coloro che credevano che per Ryanair ci fosse un ridimensionamento dei servizi in Italia come è avvenuto in Spagna. Grande preoccupazione anche a Orio al Serio dove Ryanair ha una delle basi europee più importanti.

Le preoccupazioni erano nate dopo che era sorta la possibilità che la compagnia low cost dovesse pagare i contributi dei propri dipendenti in Italia e non più in Irlanda, come previsto dall’articolo 38 del decreto Crescita, varato dal governo Monti.

Rassicurando sul fatto che rispetterà qualsiasi regola che l’Italia emetterà, O’Leary ha però sottolineato la necessità di tasse più basse e maggiori investimenti per favorire la crescita degli aeroporti europei.

Il turismo è uno delle maggiori risorse di crescita in Italia e, secondo Ryanair, è un settore che potrebbe creare lavoro anche per i giovani. Per questo la compagnia auspica una riduzione delle tasse. Cosa che non è avvenuta in Spagna dove Ryanair ha diminuito la sua presenza  a causa del raddoppio delle tasse aeroportuali.

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