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Politica

Pdl Bergamo: il risiko delle candidature

Di Redazione9 gennaio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il segretario provinciale del Pdl Angelo Capelli

Il segretario provinciale del Pdl Angelo Capelli

BERGAMO — Per ora l’unico candidato ufficiale è Alessandro Sorte. Ma sono ore convulse dentro il Pdl di Bergamo per trovare la quadra alle candidature su tutti i fronti: Regionali, Camera e Senato.

I telefoni degli esponenti di vertice del partito sono roventi e la situazione è in continua evoluzione. E così, in un partito instabile per sua natura, le candidature date per certe fino a ieri si spengono nel giro di poche ore, causa continui scossoni in arrivo dal nazionale e dal regionale.

Dicevamo che Sorte è finora l’unico ad aver rotto gli indugi e presentato una candidatura ufficiale alle elezioni regionali. Ma al di là del capogruppo in Provincia, chi sarà ai nastri di partenza nella corsa al Pirellone è ancora tutto da decidere.

Con un lavoro certosino, Sorte ha raccolto intorno a sé un buon numero di gruppi e potentati bergamaschi, soprattutto di area cattolica. Tuttavia l’area liberal del partito non ha ancora deciso se puntare su di lui o esprimere un proprio candidato. Nei giorni scorsi si era affacciata questa seconda possibilità. Ma nelle ultime ore la candidatura ipotizzata, peraltro autorevole, è tramontata. Quali mosse farà ora l’area liberal e laica? “E’ in corso una riflessione”, è la frase che circola questa mattina.

In fase di riflessione anche Matteo Oriani. Il consigliere provinciale, delfino di Carlo Saffioti, non disdegnerebbe una candidatura. Dopo aver sondato il terreno, potrebbe anche provarci. Tutto dipenderà dall’effettiva consistenza dei gruppi che nell’ultimo periodo è riuscito ad avocare a sé, ma non sarà affatto semplice.

Così come tutt’altro che facile sarà la corsa di Tommaso D’Aloia, qualora decidesse di scendere in campo. La sua candidatura è caldeggiata dal padre, ma sembra aver incontrato una certa freddezza da parte del deus ex machina del Pdl cittadino, Giancarlo Borra.

Sul fronte della maggioranza del partito, le cose sono ancora più complicate. L’assessore comunale Leonio Callioni è più che mai intenzionato a correre alle Regionali. Solo che i posti sono limitati: uno-due in tutto per i bergamaschi in questa tornata elettorale. E l’idea che più candidati della stessa area possano entrare in competizione fra loro è tutt’altro che auspicabile. Sì perchè in campo vorrebbe esserci anche Flavio Bizzoni. E ad agitare ancor di più gli animi c’è la possibilità di una corsa in Regione anche per il segretario provinciale Angelo Capelli.

Capelli, dicono indiscrezioni dalle segrete stanze, vorrebbe correre per il Senato. Ma essendo anche lì i posti estremamente limitati (verosimilmente uno), potrebbe optare per il Pirellone. Per due motivi. Il primo: Berlusconi concederà a ciellini e formigoniani 4-5 seggi al massimo a Palazzo Madama, e si tratterà di scranni per pezzi grossi del calibro di Formigoni e Lupi. In secondo luogo, perchè per quell’unico “posticino” in Senato che fu di Valerio Carrara è sceso in campo anche Marco Pagnoncelli.

L’ex segretario provinciale di Forza Italia mancava dalla scena da mesi. Ma chi lo conosce bene sa che se Pagnoncelli si eclissa è perché ha qualcosa in mente. E infatti ecco il colpo di teatro: nei giorni scorsi, e con grande forza, la sua candidatura al Senato è stata messa sul tavolo nientemeno che dal coordinatore regionale Mario Mantovani.

L’ultimo scoglio per Pagnoncelli potrebbe chiamarsi Denis Verdini. Ma è evidente che una discesa in campo dell’architetto di Bottanuco cambia le prospettive per Capelli e non solo. Anche il gelminiano Enrico Piccinelli, che non disdegnava una corsa al Senato, ora potrebbe spostarsi alla Camera.

Corsa alla Camera che vede favorito il deputato bergamasco uscente Gregorio Fontana, membro della direzione nazionale del Pdl e vicino a Verdini.

Discorso a parte per i “Fratelli d’Italia” nati dalla costola aennina del Pdl. Alessandra Gallone ritenta la via del Senato ed è ben piazzata, sempre che il neonato partito rinverdisca i fasti (e i voti) dell’An che fu. Per questo Mario Gandolfi sta cercando di mobilitare quanti più possibili esponenti della destra bergamasca, pur con il rischio di cannibalizzare voti al già provato Pdl.

Wainer Preda

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