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Muore in ditta. I sindacati: non rispettata pausa fra i turni

Di Alessandra Raimondi9 gennaio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'ambulanza

L’ambulanza

CALUSCO — Ha avuto un malore sul posto di lavoro, si è accasciato al suolo ed è morto. Questa è la triste fine di Guglielmo Ravasio, operaio di 55 anni residente a Carvico. L’uomo lavorava per l’Italcementi di Calusco, ed era proprio lì che si trovava quando è stato colpito dal malore.

Erano le 20,30 circa di lunedì 7 gennaio. Ravasio stava compiendo un lavoro di supporto ad alcuni colleghi che operavano su un macchinario. All’improvviso si è accasciato a terra. Prontamente i colleghi hanno chiamato i soccorsi, ma non c’è stato nulla da fare. L’uomo é deceduto.

Insieme all’ambulanza del 118 sul posto anche il maresciallo dei Carabinieri di Calusco e il medico dell’Asl. La salma di Guglielmo Ravasio è al momento a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Dopo la morte sindacati e lavoratori Italcementi si sono confrontati in un’assemblea. Durante l’incontro è stato espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia del compagno di lavoro deceduto.

“In attesa che i medici e le autorità competenti si esprimano sull’accaduto – spiegano i sindacati – e in particolare si capisca se quanto avvenuto sia correlabile alla mansione che Guglielmo Ravasio aveva, è certo che il lavoratore, dopo avere svolto il primo turno terminato alle ore 14, su richiesta dell’azienda sia rientrato in fabbrica alle ore 19 per effettuare anche parte del secondo turno, senza aver rispettato la pausa obbligatoria prevista per legge (11 ore tra due turni)” .

La gestione dell’organizzazione del lavoro, in particolare quella del reparto linea di cottura di produzione del cemento (col forno, dove si registrano alte temperature), è stata in passato e più volte oggetto di incontri e discussione tra la Rsu e la direzione aziendale per “la cronica carenza di organico e i ripetuti cambiamenti improvvisi dei turni di lavoro”.

Per questo motivo l’assemblea dei lavoratori oggi ha proclamato all’unanimità uno sciopero di 4 ore per domani (primo turno le prime 4 ore, per gli altri le ultime 4). Domattina si terrà anche un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di Calusco a partire dalle ore 5.30 e fino alle 10.00. Una seconda fermata della produzione è prevista in occasione dei funerali.

L’assemblea di questa mattina ha anche deciso l’indisponibilità alla variazione dell’orario di lavoro nei cinque giorni prima del turno assegnato e la sottoscrizione di almeno di 2 ore di lavoro da parte dei dipendenti da devolvere alla famiglia. Sempre per i familiari altre iniziative di solidarietà “concreta” sono già state messe in atto sia da parte dell’azienda che dei lavoratori: Italcementi si è impegnata a provvedere al raddoppio della cifra che verrà raccolta nella sottoscrizione dei lavoratori, iniziativa che oltre a Calusco è stata accolta anche dai dipendenti della sede centrale di Italcementi e delle unità produttive di Rezzato (BS) e Broni (PV). Attestati di vicinanza sono già arrivati anche da molte unità produttive del resto del Paese, che hanno aderito alla proposta di una simbolica fermata in concomitanza con la cerimonia funebre.

Subito questa mattina i sindacati hanno chiesto ed ottenuto un incontro urgente con la direzione aziendale, a cui è poi seguita una seconda assemblea dei lavoratori: “L’azienda si è impegnata a reintegrare subito gli organici carenti, a rispettare le 11 ore di riposo tra l’inizio di un turno e l’altro, a non superare le 8 ore di lavoro giornaliere e a svolgere una revisione della valutazione del rischio nel reparto ‘linea di cottura’ hanno riferito poco fa Ivan Comotti e Luciana Fratus per la Fillea-Cgil, Umberto Giudici della Filca-Cisl e Duilio Magno della Feneal-Uil di Bergamo insieme alle Rsu. “In casi come questo non ci devono essere spazi per fuorvianti polemiche, ma in segno di protesta e nel rispetto della vita di Guglielmo Ravasio deve scendere un assordante silenzio sui luoghi di lavoro. Invitiamo i lavoratori degli altri siti produttivi e della sede centrale del Gruppo Italcementi a valutare le opportune iniziative di vicinanza alla famiglia del lavoratore”.

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