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Esteri

Usa, paura ma nessun danno cerebrale per Hillary Clinton

Di Redazione2 gennaio 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Nessun danno cerebrale per Hillary Clinton

Nessun danno cerebrale per Hillary Clinton

NEW YORK, Usa — Il segretario di Stato americano Hillary Clinton guarirà completamente dalla trombosi che ieri aveva fatto temere il peggio, con il ricovero d’urgenza al Presbiterian Hospital di New York. Lo hanno annunciato i medici che la hanno in cura.

Secondo il bollettino medico ufficiale, la Clinton ha riportato un trombo fra il cervello e la parete del cranio. nNn ha avuto un ictus né ha riportato danno neurologici. I medici hanno fatto inoltre sapere di essere fiduciosi nel completo recupero della paziente.

Il coagulo, individuato ieri con uno scan, si è formato in una vena dietro l’orecchio destro, dicono i medici, secondo i quali Hillary Clinton “è di buon umore e si confronta con loro, con i familiari e con il suo personale”.

In queste ore i medici – aveva detto il portavoce Philippe Reines – hanno continuato a valutare le sue condizioni, comprese altri aspetti connessi alla commozione cerebrale”, che ha sofferto alcune settimane fa quando ha sbattuto la testa in seguito ad uno svenimento in casa causato da disidratazione.

“I medici stanno seguendo la situazione minuto per minuto e decideranno se sarà necessario intervenire ulteriormente”, aveva aggiunto. E’ dal 10 dicembre che il segretario di Stato non appare in pubblico, quando un virus gastrointestinale l’ha costretta a annullare il suo viaggio in Marocco per partecipare, tra l’altro, alla riunione del gruppo dei Paesi Amici della Siria tenutasi a Marrakesh.

Fonti vicine alla famiglia Clinton hanno continuato ad assicurare negli ultimi giorni che le condizioni di Hillary erano buone e in via di miglioramento. Nei prossimi giorni era nuovamente attesa anche una sua testimonianza in Congresso sull’attacco al consolato Usa a Bengasi in cui l’11 settembre scorso sono stati uccisi quattro americani tra cui l’ambasciatore Chris Stevens. Uno degli ultimi mimpegni prima del previsto passaggio delle consegne al Dipartimento di Stato al suo successore John Kerry. Poi avrà alcuni anni per pensare se tentare la scalata alla casa Bianca nel 2016.

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