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Politica

Monti pronto a guidare l’Italia alle sue condizioni

Di Redazione24 dicembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mario Monti

Mario Monti

ROMA — Mario Monti è pronto a guidare di nuovo l’Italia, ma alle sue condizioni. Con una mossa a sorpresa, e per certi versi rivoluzionaria, il professore stravolge lo schema politico personalistico che ha dominato negli ultimi 20 anni, ponendo per la prima volta al centro le idee.

Su queste idee, quelle contenute nell’agenda Monti, l’ex premier chiama a raccolta le forze politiche e la società civile intenzionata a cambiare davvero l’Italia e riformare l’Europa”.

Per questo assemblement, Monti sarebbe pronto a candidarsi alla guida del paese. Nella conferenza stampa di fine anno Monti ha esposto le sue condizioni. Non sposa le tesi di un particolare schieramento, né concede l’uso del suo nome a questo o quel partito. Punta più in alto: a rappresentare chi si ritrova nei suoi principi e vuole che i risultati ottenuti in 13 mesi a Palazzo Chigi non vengano ora dilapidati. Il premier lo dice chiaramente: “Io non mi schiero con nessuno, vorrei che le forze politiche e sociali si schierassero sulle idee”.

E’ la premessa che precede l’affermazione che più di ogni altra scioglie i dubbi circa il futuro di Monti: ” Alle forze che manifesteranno adesione convinta e credibile all’ agenda Monti, sono pronto a dare il mio apprezzamento, incoraggiamento e, se richiesto,la guida. E sono pronto ad assumere un giorno, se le circostanze lo volessero, responsabilità che mi venissero affidate dal Parlamento”. Monti rivendica i successi conseguiti: quando è arrivato a Palazzo Chigi lo spread era alle stelle e l’Italia stava peggio della Spagna, oggi gli italiani “possono andare a testa alta nella Ue”. Bersaglio continuo della sua irritazione per la burrascosa fine del governo è Silvio Berlusconi, che il premier ha letteralmente strapazzato.

Monti si è detto “sbigottito” dalle ultime uscite del suo predecessore a Palazzo Chigi: un giorno Berlusconi giudica “disastroso” il bilancio del governo dei tecnici, l’altro propone Monti come leader dei moderati italiani. “Faccio fatica a seguire la linearietà del suo pensiero”, ha sintetizzato il Professore. Altre bordate sono arrivate sull’abolizione dell’Imu promessa dal leader del pdl (“una proposta bellissima”, salvo che dopo un anno tornerebbe raddoppiata), sulla politica delle pacche sulle spalle in Europa (cui seguono segue “i risolini”), sulla presunta autorevolezza dell’Italia nella Ue con il predente governo (“mai stato vero”).

E anche sul piano programmatico, Monti ha inanellato una serie di proposte da far venire i vermi a Berlusconi: disciplina del conflitto di interessi, revisione della disciplina sulle prescrizioni, stretta sulla legge anti-corruzione, lotta al’evasione (“sono gli evasori che mettono le mani degli italiani, non lo Stato”), stretta sul falso in bilancio. Proposte che strizzano l’occhio agli elettori di centrosinistra, come sembrano più ricolte al bacino elettorale dei moderati quelle sulla riforma delle politiche del lavoro.

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