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Bergamo

Bergamo, vietati i negozi fuori contesto nei borghi

Di Alessandra Raimondi20 dicembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Borgo Santa Caterina

Borgo Santa Caterina

BERGAMO — È ufficiale. Da ieri sera nei borghi storici di Bergamo non sarà più possibile aprire attività commerciali considerate fuori contesto come kebab, friggitorie, sexy shop, lavanderie a gettoni, sale giochi, bingo, agenzie di scommesse e distributori automatici.

Il provvedimento è stato votato dalla maggioranza in consiglio comunale. I gruppi di minoranza si sono opposti mentre due sono gli astenuti: i consiglieri Pdl Roberto Chiorazzi e Stefano Lorenzi.

In molti hanno tentato di far ritirare il provvedimento o almeno di rivederlo in modo da togliere quelle che, secondo l’opposizione, sono assurdità. Un esempio è la clausola che vieta l’apertura, nei centri storici della città, di negozi con prodotti alimentari di origine extraeuropea.

Il caffè, per esempio, non è un prodotto europeo e dunque non sarebbe tecnicamente ammesso. L’assessore al Commercio Enrica Foppa Pedretti ha fatto notare che il provvedimento prende in considerazione la vendita prevalente. Quindi i bar sono salvi. Così come i fruttivendoli che tra la merce hanno ananas e mandarini cinesi.

La possibilità di ricorsi è alta. Ma il Comune tira dritto e fa sapere che quando si presenteranno diatribe legali saranno affrontate. Provvedimenti simili sono già operativi in diverse città, Bergamo non sarebbe un’eccezione ma in ogni caso il sindaco Tentorio si dice disponibile a modifiche del percorso stabilito qualora arrivassero sentenze.

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