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Corsia preferenziale di Loreto: ecco perchè siamo contrari

Di Redazione15 dicembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Via Broseta

Via Broseta

BERGAMO — Una netta contrarietà alla realizzazione della corsia preferenziale nella zona di Loreto-Croce Rossa-Longuelo. E’ quella espressa dai cittadini riuniti nel “Comitato 30 ottobre 2012”, composto da residenti e volontari dei quartiere di Longuelo e Loreto, che chiedono “la totale espunzione di ogni riferimento a tal fine previsto al punto 5.3.3, pag. 39, nell’Aggiornamento al PUT adottato in data 30/10/2012 dalla Giunta Comunale”.

Ecco i motivi:
1) Presenza di criticità nello scorrimento del traffico veicolare nel quartiere di Longuelo in un arco temporale assolutamente non significativo nel corso della giornata (soli 60/90 minuti fra le ore 7.30/19.00);
2) Assoluta assenza di una “credibile e praticabile” alternativa di mobilità che, in ogni caso, deve essere prevista e consentita per il soddisfacimento delle più svariate esigenze che il TPL non può, per sua natura, soddisfare;
3) Assoluta assenza della imprescindibile disponibilità di mezzi e di personale dell’Azienda Pubblica, idonea a garantire il soddisfacimento del diritto alla mobilità di tutti i cittadini interessati (diverse migliaia), specie “nelle fasce di punta mattinale della domanda”;
4) Assoluta incongruità fra l’entità degli ipotetici benefici derivanti dalla instauranda corsia preferenziale (in termini di incremento medio giornaliero della velocità commerciale del TPL sulla tratta riservata, rapportata all’effettiva durata giornaliera – 60/90 minuti – della criticità del flusso veicolare che si intende eliminare) e la rilevante entità dei prevedibili disagi che un’amplissima fascia di cittadini sarebbero costretti a subire di conseguenza.

IL MALE: LO STATO ATTUALE DEL TRAFFICO – Il Comitato ritiene di dover preliminarmente far presente quanto segue in relazione alla direttrice di ingresso da ovest, via Lochis e via Broseta. Le condizioni di criticità del traffico, in entrata in città, sull’ asse viario da Longuelo a Loreto si manifestano in Longuelo, prevalentemente durante il periodo di svolgimento dell’anno scolastico, circoscritte essenzialmente a 60/90 minuti, durante le “fasce di punta mattinale della domanda”, quando agli spostamenti dei soli residenti si sommano i flussi provenienti dalle zone di Astino, Fontana e limitrofe, nonché quelli – sensibilmente più massivi – provenienti dai Comuni ad ovest, che, non più assorbibili, a quell’ora, dalla ex S.S. Briantea, già ingolfata, si scaricano sulle vie interne del quartiere, non strutturalmente adeguate a riceverli.

Non estraneo ai motivi di criticità è il flusso dei veicoli degli utenti, a vario titolo, dei tre Istituti Professionali concentrati sulle vie Polaresco e Brembilla (cui, a breve, si aggiungeranno quelli diretti alla scuola “Montessori”) nonché dei numerosissimi autobus utilizzati dagli studenti e che, per forza di cose, si fermano in rapida successione nelle ben otto fermate esistenti in poche centinaia di metri nel quartiere.

Durante le soste di questi ultimi per la salita/discesa (che si svolge senza eccessiva fretta!), a causa del restringimento delle carreggiate provocato dall’allargamento dei marciapiedi per la realizzazione di piste ciclabili, pressoché mai utilizzate, e di scenografiche aiuole sporgenti dai marciapiedi od affioranti al centro della carreggiata, il flusso veicolare, prima non intralciato dai manufatti, resta inevitabilmente bloccato e, con esso, anche i residenti di Longuelo.

Lo scorrimento dell’intero flusso veicolare, così composto, viene, infine, quasi a mo’ di “colpo di grazia”, bloccato dal semaforo posto all’incrocio fra le vie Broseta e Croce Rossa. Superato tale blocco, il flusso si distribuisce su tre direttrici (via B.go Canale, viale XXIV Maggio e la stessa via Broseta) perdendo ogni seria criticità.

Peraltro, in conseguenza della prossima apertura del nuovo Ospedale, ogni più logica previsione fa ritenere che quella parte del flusso veicolare provocato dagli operatori ed utenti della attuale struttura ospedaliera non attraverserà più Longuelo sull’asse via Mattioli/via Lochis/via Broseta, riversandosi, invece, sulla Rotonda Locatelli e, pur continuando a gravare in qualche modo sul quartiere di Longuelo, alleggerirà l’asse viario oggi interessato.

IL RIMEDIO IPOTIZZATO: LA CORSIA PREFERENZIALE – L’Amministrazione Comunale, allo scopo dichiarato di incrementare significativamente la velocità commerciale del trasporto pubblico in accesso alla città, propone la realizzazione di una corsia preferenziale fra Longuelo e Loreto, nel tratto e nella direzione di marcia sopra specificati.

Orbene, questo Comitato ritiene che il proposto rimedio abbia un’efficacia molto dubbia e, comunque, molto limitata. in relazione al raggiungimento del dichiarato scopo e, di contro, comporti pesanti penalizzazioni per i cittadini.

Pur consapevole della abusata, diffusa ed inveterata abitudine di parte dell’opinione pubblica di qualificare apoditticamente “miope”, ”egoista”, ”retrogrado” ed, in generale “brutto, sporco e cattivo” chiunque osi – pur con tutte le argomentazioni del caso – criticare l’adozione di questa sorta di panacea di tutti i mali, valida ed efficace sempre, comunque ed ovunque, lo stesso Comitato, prescindendo da preconcette opposizioni o da fideistiche adesioni a tale soluzione, ma certo di non fare battaglie di retroguardia, ritiene ed osserva che le corsie preferenziali pur possano e debbano essere giustificatamente adottate, in presenza di determinati, necessari presupposti, anche urbanistici, la cui ricorrenza sarebbe buona norma verificare, di volta in volta.

La variegata gamma delle esigenze personali/familiari/lavorative, quali l’organizzazione della nostra società, così come oggi articolata, comporta, non legittima nessuno a qualificare comunque “irrazionale” l’uso del mezzo privato e ad utilizzare “il meccanismo del bastone e della carota per spingere ad usare meno l’auto”: parole che suscitano forte sconcerto, tanto più se pronunciate dal massimo rappresentante della parte direttamente…controinteressata alla vicenda e divulgate a mezzo stampa.

Perciò, questo Comitato, lasciando agli asini sia i bastoni che le carote e senza soffrire di alcuna tara, dovuta alla sostenuta (dalla predetta fonte) “arretratezza del contesto bergamasco“ (!!!), ma avendo nel pragmatismo la sola, valida ed assolutamente non “manichea” metodologia di approccio al problema, approfondisce di seguito le ragioni della propria opposizione, già sopra elencate.

IL RIMEDIO NON CURA IL MALE MA UCCIDE L’AMMALATO

1) La situazione del traffico, già descritta e che qui integralmente si richiama, rende di lapalissiana evidenza una realtà quotidianamente verificabile da chiunque: la situazione di criticità si manifesta solamente a Longuelo, in entrata in città, e si limita agli orari 7,30 – 9,00, per i motivi già indicati ed, in ogni caso, non è imputabile ai residenti.

Per il resto della giornata, salvi i momenti “caldi” del termine delle lezioni degli Istituti Scolastici e del rientro del traffico pendolare, tutti in uscita dalla città, il traffico si svolge con normale fluidità.

Superato il semaforo all’altezza della Croce Rossa, a Loreto il traffico riprende la scorrevolezza consueta per le vie di una città che non deve e non può “vivere” solo di tranquille passeggiate e gioiosi acquisti in un centro tutto pedonalizzato, ma ben fornito di parcheggi pluripiano!

2) E’ dato di fatto notorio che, fra i due quartieri interessati dalla corsia preferenziale, esiste UNA SOLA via di collegamento diretto, costituita proprio dalle vie sulle quali verrebbe ad insistere la corsia preferenziale. Altrettanto notoriamente, queste vie hanno una sola corsia per ogni senso di marcia.

Eppure, nonostante le rassicurazioni fornite dal competente assessore, secondo cui “solo laddove esistono almeno due corsie per ogni senso di marcia, una di queste sia dedicata agli autobus”, la Giunta ha adottato un Put nel quale questa limitazione non è assolutamente considerata.

Non esistendo altre vie di transito da Longuelo in direzione centro città, lungo le quali possa defluire il traffico veicolare privato escluso dalla corsia preferenziale, questo si riverserebbe solo sull’unico alternativo asse costituito dalla ex S.S. Briantea e via Carducci, lungo le quali è altrettanto nota l’attuale situazione di perenne, quotidiana criticità in cui versa la circolazione stradale.
Tale carico veicolare rende già oggi la trafficata arteria interprovinciale assolutamente non credibile e non praticabile quale itinerario alternativo per raggiungere il centro città, per essere frequentatissima durante l’intero arco della settimana, alternandosi al traffico lavorativo e commerciale dei giorni feriali quello per svaghi ed acquisti nei fine settimana, stanti le aperture domenicali dei vari centri commerciali dislocati lungo la stessa.

L’attuale pesante situazione sarà sensibilmente aggravata, come è agevolmente prevedibile, in conseguenza dell’apertura del nuovo Ospedale, stando alle notizie fornite dalla stessa direzione ospedaliera, in netta contraddizione con le rassicuranti proiezioni sul traffico indotto dall’ospedale, fornite dalla Amministrazione Comunale.

Sulla base dei dati di un recente studio a tale proposito, l’apertura del nuovo ospedale, infatti, porterà sul citato asse e passando per l’interposta rotatoria di collegamento un traffico aggiuntivo giornaliero di alcune migliaia di veicoli ivi diretti, distribuiti su diverse fasce orarie, il cui flusso sarà ostacolato anche dalla mancata apertura del sottopasso alla linea ferroviaria, che, con altrettanto rassicurante (ma comprensibilmente necessitata dalla mancanza di finanziamenti) valutazione del PUT, è stata giudicata “non prioritaria”.

Morale: al passaggio di ciascun convoglio ferroviario, la chiusura del passaggio a livello bloccherà non solo le auto (e gli autobus) incolonnati su via M.L. King, ma anche quelle che, tutt’intorno alla rotatoria, bloccheranno, sia pure per pochi muniti, tutte le strade che vi confluiscono, dando luogo a code che, proprio nei momenti di maggior traffico, saranno, poi, molto difficili da smaltire.
E’ su questa unica strada che si riverserebbe il traffico che, arrivando da ovest e nord ovest, giunto a Longuelo e diretto in qualsiasi parte della città, non potrebbe più utilizzare le vie riservate al TPL.

Conseguentemente, il traffico, nonché la lunghezza e la durata delle code intorno alla rotatoria fra via M.L. King e via S. D’Acquisto, lungi dal decrescere, come ottimisticamente previsto, crescerebbero in misura esponenziale, perché gran parte del flusso deviato dalla corsia preferenziale rientrerebbe in città, alla citata rotatoria, percorrendo via S. D’Acquisto e la successiva Via Corpo Italiano di Liberazione. In tal modo, non migliorerebbe nemmeno la qualità della vita e la salute dei bergamaschi, delle cui sorti tutti dicono di preoccuparsi.

3) Il Put si pone l’obiettivo dell’incremento della velocità commerciale del TPL in accesso alla città, prevedendo di conseguirlo con l’adozione delle corsie preferenziali, ma trascurando la ovvia considerazione che, per essere appetibile e maggiormente utilizzato, anche e specie nelle ore di punta del mattino, il TPL deve mettere a disposizione degli utenti (quelli attuali e quelli che si prefigge di acquisire) un numero adeguato di mezzi (e di relativi conducenti), tale da garantire, anche con una maggior frequenza delle corse, la mobilità a tutti coloro che, avendone necessità, fossero “convinti” a non utilizzare la propria auto.

Fra questi, peraltro, non potrebbero mai essere annoverati quelli che, lavoratori dipendenti od autonomi, non hanno un posto di lavoro fisso (inteso quale luogo della prestazione lavorativa), né ad orario fisso, nonché tutti coloro i quali devono spostarsi più volte durante la giornata: realtà ben nota e numericamente rilevante, che non potrà che continuare ad utilizzare la propria auto.

E’ del tutto evidente ed innegabile che, per soddisfare l’ulteriore e molto più ampia domanda di mobilità, tutta concentrata nelle stesse fasce mattutine di spostamenti per i più vari motivi, oltre che di lavoro, non sono sufficienti gli autobus attualmente in dotazione della Municipalizzata, quand’anche fosse enormemente incrementata (oltre ogni limite umanamente e logicamente prevedibile) la loro velocità commerciale.

Infatti, per poter viaggiare tutti, bene ed ora, non servono ideologie (di qualsivoglia parte politica, che astraggono dal plebeo contesto quotidiano), né grandiosi ed avveniristici progetti (che hanno bisogno di finanziamenti), né suggestivi neologismi d’importazione.

Stranamente, servono solo…degli altri autobus. Sono già nei depositi dell’’Azienda? Se no, sono già disponibili i finanziamenti per il loro acquisto? Soprattutto, è economicamente congrua e giustificabile, specie nei turbolenti frangenti che la finanza pubblica (…ed anche quella privata!) sta attraversando, impegnare ingenti capitali pubblici per l’acquisto di mezzi, che sarebbero utilizzati per pochissime ore al giorno (per non parlare dei costi inerenti al personale)?

Nella molto verosimile ipotesi negativa, è prudente non esagerare con “il bastone e la carota”, perché coloro che, in un generoso impeto di riscatto dalla “arretratezza del contesto bergamasco”, si fossero, nel frattempo, decisi ad un uso meno “irrazionale” dell’auto, potrebbero restare seriamente ed irrimediabilmente delusi, se fossero costretti a scontare lunghi tempi di attesa alle fermate, ovvero a viaggiare in condizioni di sovraffollamento!

4) Premesso che, fino all’incrocio tra via Lochis e via Polaresco, in ogni caso, non verrebbe eliminato il traffico indotto dagli istituti scolastici esistenti, osserva il Comitato che:
– la corsia preferenziale ipotizzata dal PUT ha una lunghezza di circa 400 metri;
– all’interno della stessa è presente una fermata del TPL, parecchio utilizzata negli orari di punta mattutini, in coincidenza con l’inizio delle lezioni e per raggiungere gli uffici in città (non solo nel centro);
– la fermata, per consentire la salita/discesa degli utenti, necessariamente comporta impiego di tempo, non solo di per sé, ma anche per la decelerazione/accelerazione dell’autobus carico;
– ci sarebbe, poi, la necessità di rispettare il limite di velocità vigente sulla tratta, ammesso che possa essere raggiunto. Perciò, non è lontano dal vero ritenere che, anche liberata dal traffico privato, la corsia preferenziale, considerati tutti i citati elementi di valutazione, consentirebbe risparmi irrilevanti nei tempi di percorrenza di quel tratto ed altrettanto irrilevante incremento della velocità commerciale, solo per un periodo di 60/90 minuti, pari alla durata del periodo di criticità del traffico mattutino.
Tutto ciò, con buona pace di tutti gli utilizzatori (non certo per capriccio) della strada oggi percorsa, ed in special modo dei circa cinquemila cittadini di Longuelo, pesantemente penalizzati tutti i giorni, e per l’intera giornata, nel soddisfacimento delle proprie necessità di mobilità (la cui compressione non sarebbe minimamente bilanciata dall’incremento della velocità commerciale del TPL), permanendo nel quartiere il traffico di attraversamento indotto dalle già esposte esigenze.

Girolamo Angione
portavoce del Comitato

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