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Bergamo

Olivati (Fiaip): ripresa del mercato immobiliare dopo il 2013

Di Alessandra Raimondi13 dicembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ripresa del mercato immobiliare ancora lontana

Ripresa del mercato immobiliare ancora lontana

BERGAMO — Mutui e compravendite in calo. Dati Istat mai così neri dal 2008. Mentre la ripresa nel 2013 è ancora lontana da venire. “Per il momento – assicura il presidente della Fiaip Bergamo Giuliano Olivati -non sono previsti miglioramenti se non lievi e temporanei. Se una ripresa ci sarà, non sarà di sicuro nell’immediato futuro”.

“ Il calo era ampiamente previsto – afferma il presidente della Federazione immobiliaristi e agenti immobiliari professionisti di Bergamo -. E’ dovuto in parte al calo delle compravendite residenziali, che ha raggiunto un meno 25 per cento circa e, in parte, anche alla stretta creditizia della banche che fanno mutui con sempre maggiore difficoltà. Da una parte si vendono meno case e dall’altra si fanno sempre meno mutui. Diciamo che i due fenomeni possono essere visti come causa e conseguenza dell’altro. È un cane che si morde la coda”.

A salvarsi, secondo l’Istat, sono i grandi centri, i quali hanno subito un calo inferiore rispetto alle piccole città o alle zone di periferia. Olivati è perplesso:  “La crisi c’è anche a Roma a Milano – commenta -,  è vero però che hanno una platea di acquirenti potenzialmente più alta. Nel senso che ci sono comunque persone che vengono da fuori e che in città cercano un punto d’appoggio perché c’è una concentrazione lavorativa maggiore”.

“Il forte calo delle isole che si attesta intorno al 38 per cento per gli immobili commerciali e al 30 per i residenziali, è dovuto in parte alla mancanza di lavoro che spinge gli abitanti a immigrare” continua il presidente della Fiaip.

Di riprese in un futuro prossimo neanche l’ombra. “ Sicuramente non prevediamo miglioramenti nel 2013. Se ci sarà ripresa, sarà un fenomeno di medio periodo. Gli economisti ci insegnano che ci sono degli indicatori economici che sono concatenati e dove uno è conseguenza dell’altro – spiega Olivati -. Questi indicatori sono: produzione industriale che porta a occupazione, che genera reddito e quindi più moneta circolante. Più moneta circolante significa più consumi e più investimenti. La casa è dunque alla fine della catena. Finché non si riprenderanno produzione industriale e occupazione la situazione resterà stagnante”.

“Una ripresa ci sarà ma più avanti. Ma sarà difficile che si ritorni ai livelli del 2006-2007. In quegli anni è stato raggiunto il picco del ciclo precedente. Si era arrivati a quasi 800 mila compravendite rispetto alle 450mila di oggi. Questa crisi, essendo di sistema e non ciclica, porterà a un nuovo sistema economico e quindi anche a nuovi valori immobiliari. Valori che saranno sicuramente inferiori al ciclo precedente” conclude il presidente degli immobiliaristi bergamaschi.

Alessandra Raimondi

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