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Farmaci generici: la metà dei clienti li rifiuta

Di Alessandra Raimondi13 dicembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Metà dei clienti delle farmacie rifiuta i farmaci generici

Metà dei clienti delle farmacie rifiuta i farmaci generici

BERGAMO — Le farmacie sono sempre più impegnate ad assistere i cittadini nella scelta tra farmaci “griffati” e farmaci generici, ma sono ancora tante le persone che rifiutano pregiudizialmente il farmaco generico. E’ quanto emerge da un sondaggio svolto da Federfarma Milano e presentato oggi in una conferenza stampa.

Secondo la ricerca, il tempo impiegato per spiegare ai cittadini le caratteristiche dei farmaci generici è sensibilmente aumentato da quando è divenuto obbligatorio per i medici specificare nelle ricette il principio attivo del farmaco, lasciando sostanzialmente alle persone la scelta tra griffato e generico.

La maggior parte dei farmacisti impiega tra i 2 ed i 4 minuti di tempo per informare il cittadino. Ma la ricerca conferma anche una persistente diffidenza dei cittadini verso il farmaco generico: secondo la maggioranza dei farmacisti (l’84,5 per cento) le persone che chiedono spontaneamente il generico non superano il 30 per cento; mentre più del 50 tende a rifiutarlo a priori.

“I farmacisti indicano sempre al cittadino il farmaco generico equivalente a quello griffato, come prescritto dalla legge – ha dichiarato il presidente di Federfarma Annarosa Racca – anche perché credono che informare ed assistere i cittadini rappresenti una delle funzioni di servizio fondamentali di una farmacia moderna che vuole proporsi come presidio sanitario sul territorio. Oltretutto il consiglio è ciò che, da sempre, caratterizza il ruolo del farmacista in farmacia”.

Lo studio è stato effettuato su un campione di 300 farmacie private delle provincie Lombarde su un totale di 950 farmacie private. I farmacisti intervistati hanno confermato la loro soddisfazione per il dialogo aperto con la cittadinanza sulla questione farmaco griffato/farmaco generico. Secondo alcuni di loro è necessario fare maggiore chiarezza su questa scelta.

Tra le proposte emerse quella di uniformare il colore delle confezioni dei farmaci per evitare che i pazienti si affezionino pregiudizialmente a una scatola senza volerla cambiare, anche in presenza di vantaggi evidenti. Altre proposte riguardano una informazione più mirata, l’abolizione dei nomi di fantasia dei farmaci (anche dei nuovi farmaci), togliere del tutto i nomi dei produttori dei farmaci, stabilire un prezzo uniforme.

“Sulla questione dei farmaci generici si è creata un po’ di confusione tra i cittadini – ha spiegato il vicepresidente di Federfarma Milano Paolo Vintani – ed ora che, col recente emendamento approvato in Senato, si lascia sostanzialmente al cittadino la scelta su quale tipo di farmaco assumere, il farmacista ha il compito di continuare ad assistere le persone che devono decidere: per questo prima di tutto serve maggiore informazione. Ed i farmacisti sono ben disponibili a lanciare una grande campagna informativa sul tema”.

Guarda il video. I consigli del farmacista: farmaci generici o farmaci griffati?

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