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Honegger: cassa fino ad agosto. E poi?

Di Alessandra Raimondi6 dicembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cotonificio Honegger di Albino

Cotonificio Honegger di Albino

ALBINO — Per ora arriverà la cassa integrazione. Poi, il futuro è tutto da costruire. Nel frattempo, dal ministero dello Sviluppo è arrivata la conferma che i 358 lavoratori del cotonificio Honegger avranno la cassa integrazione. A darne notizia il presidente della Provincia Ettore Pirovano.

La cassa terminerà nell’agosto 2013. Ma, stando al decreto, potrà essere prolungata di un anno. La Provincia si dice soddisfatta dell’obiettivo raggiunto. Ma, dal momento che si tratta di tempi comunque ridotti, occorre pensare anche al dopo-cassa.

L’ipotesi allo studio è un tavolo tecnico con Confindustria Bergamo. Industriali che oggi hanno incontrato l’assessore provinciale al Lavoro Erico Zucchi, i vertici di Imprese & Territorio e i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Luigi Bresciano, Ferdinando Piccinini e Marco Tullio Cicerone.

“Due sono stati i punti affrontati dal tavolo – ha il responsabile Mercato del Lavoro della Cgil di Bergamo Fulvio Bolis -. Il primo è stato quello degli ammortizzatori sociali: la cassa, come si sa, è stata approvata per 12 mesi, ma è stato dato l’ok anche al programma biennale, dunque c’è la possibilità di ottenere altri 12 mesi”.

“Entro il primo anno – spiega Bolis – cioè entro il 31 agosto 2013, sarà necessario che il 30 per cento dei 358 dipendenti che godranno degli ammortizzatori, cioè 107 persone (come è stato definito nell’accordo firmato in sede ministeriale il 6 agosto), abbia trovato altra soluzione. Se così non sarà, il secondo anno di cassa sfumerà. Ovvio che quello sarà un passaggio delicato: dunque la priorità su cui abbiamo ragionato è quella dei 107 primi lavoratori, poi il tentativo sarà quello di trovare una soluzione per tutti”.

“Per raggiungere questo primo obiettivo – continua il sindacalista – esistono risorse che derivano dall’atto negoziale stipulato in Provincia e che prevede incentivi alle aziende che assumono e ad enti di formazione e ricollocazione accreditati che in concreto faranno da mediatori per ricollocazioni reali: si tratti di circa 1 milione e 200mila euro disponibili attraverso un bando già aperto da circa un mese e che, dunque, potrebbero essere utili anche nella crisi Honegger. La Provincia ha anche risorse, non molte per la verità, da mettere a disposizione di società specializzate che gestiscano la valutazione dei profili professionali per eventuali ricollocazioni. Ora che gli ammortizzatori sociali tutelano il loro reddito, è necessario utilizzare questi mesi per accompagnare i lavoratori attraverso percorsi di riqualificazione gestiti anche con queste risorse”.

A preoccupare il sindacato, e per la verità tutti i soggetti presenti al tavolo, è il secondo punto affrontato nella discussione di oggi: “Quello, cioè della reindustrializzazione del sito e della reale ricollocazione delle persone: ora il problema sta qui. Confindustria ci ha rimandato ad un tavolo più generale fissato per il 19 dicembre sul Modello Bergamo. Permane la grave preoccupazione che in questa situazione sarà difficile trovare imprenditori che abbiano intenzione di impegnarsi su quell’area. Ad oggi non c’è alcun progetto industriale abbozzato, certo forse è prematuro. Speriamo, com’è ovvio, in sviluppi positivi e in elementi di concretezza che al momento siamo tutti lì a cercare” conclude Bolis.

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