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Politica

Verso Nord: serve una nuova Costituzione federale

Di Alessandra Raimondi5 dicembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alessandro Cè, leader di "Lombardi Verso Nord"

Alessandro Cè, leader di “Lombardi Verso Nord”

TREVIGLIO — “Serve un ritorno alla politica fatta per spirito di servizio. Una politica fatta di gente reale e che vede la partecipazione attiva di tutti i cittadini, che mai più dovranno essere sudditi. Ma ciò che conta ora più che le parole sono i fatti”. Questo, in sintesi, il pensiero del movimento “Lombardi Verso Nord” emerso da un convegno sul federalismo che si è tenuto nei giorni scorsi a Treviglio.

Il movimento ha organizzato una serata all’auditorium della Cassa rurale, per discutere lo stato attuale del federalismo e le sue possibilità di realizzazione. Ad accompagnare il presidente lombardo di “Verso Nord” Alessandro Cè, il vicepresidente Renato Vico e il celebre economista Giancarlo Pagliarini.

Al convegno hanno preso parte anche Chiara Battistoni, esperta di federalismo elvetico, e Carlo Lottieri docente all’Università di Lugano e autore del libro “Sudditi”. A moderare l’incontro la leader del movimento “Uniti per cambiare” di Treviglio, Patrizia Siliprandi.

C’è bisogno di cambiamento. “Non cambiare – spiega l’ex parlamentare della Lega Pagliarini – porterà l’Italia a colare a picco. Ciò che ci potrebbe salvare, sarebbe una nuova Costituzione che preveda il sistema federale al suo interno. La Lega dopo tanti bei discorsi non è mai arrivata a impostare un vero e proprio federalismo. Quello fiscale non è stato altro che una presa in giro”.

“Vendere i beni degli enti locali per risanare lo Stato è una cosa da pazzi” afferma l’economista.

Più ottimista invece Chiara Battistoni, esperta della struttura della Confederazione Elvetica. “Ogni sistema – spiega – in uno stato federale è autonomo ma con un obiettivo unico da raggiungere: il benessere e la competitività”.

“In una struttura federale – afferma Battistoni – l’autonomia porta ad una sovranità fiscale. Questo è un principio sacrosanto che sintetizza il federalismo”.

“In un sistema federale le diversità si uniscono in una strategia comune. Se esso è poi strutturato si specificità e concorrenza il cittadino non è mai dimenticato ed è libero di decidere. Per questo il federalismo è geniale e semplice. Geniale perché mette insieme forze che non si piacciono. Semplice perché è una struttura snella con un solo obiettivo comune: il benessere della federazione”, conclude Battistoni.

“Siamo dunque sudditi di un ceto politico burocratico che è rinchiuso in una fortezza di privilegi – attacca Lottieri, coordinatore del movimento “Fermare il declino” e autore di “Sudditi” -. C’è squilibrio tra i cittadini e lo Stato. Ai primi viene chiesto un comportamento irreprensibile che però lo Stato non tiene”.

“C’è un eccesso di parassitismo e di ostacoli per chi vuole lavorare. È il principio di responsabilità che manca. La logica del federalismo funziona solo se per tutti vale il principio del: ognuno tenga in ordine il proprio cortile” conclude Lottieri.

Secondo Alessandro Cè è la classe politica che ha governato questo paese ad essere oggi impresentabile. “I problemi che c’erano vent’anni fa ci sono ancora tutti – spiega – mentre per essere risolti avrebbero dovuto essere affrontati diversamente, sul fronte della competitività e della produttività vent’anni persi senza trovare la via giusta”.

Poi una stoccata agli ex colleghi della Lega da cui Cè si è staccato in tempi non sospetti: “Calderoli ha screditato completamente il federalismo, vessato continuamente da tagli pesanti. Il federalismo fiscale non si è tramutato in benefici degli enti locali ma nell’aumento delle tasse che distruggono l’idea di un governo federalista”.

“Io penso – conclude il presidente di Lombardi Verso Nord – che un tentativo possa essere fatto, cercando di rendere i cittadini sensibili rispetto alla possibilità di una riforma costituzionale di un governo federale”.

Alessandra Raimondi

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