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Bergamo

Metalmeccanici: nuovo contratto, 130 euro in più

Di Alessandra Raimondi5 dicembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Nuovo contratto 2013/15 per i metalmeccanici

Nuovo contratto 2013/15 per i metalmeccanici

BERGAMO — Dopo quattro mesi di trattativa, senza un’ora di sciopero e prima della scadenza, è stata raggiunta da Fim Cisl e Uilm Uil con Federmeccanica-Assistal l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici 2013/2015.

L’intesa interessa in tutta Italia oltre 1 milione e 600mila lavoratori, di cui mezzo milione in Lombardia, 40mila a Bergamo.

L’aumento medio salariale definito è di 130 euro. Ritoccata in alto anche la quota dell’elemento perequativo – pari a 485 euro l’anno – destinata ai lavoratori che non godono della contrattazione aziendale.

Inoltre sono state aumentate le maggiorazioni per i turni notturni, le indennità di trasferta e di reperibilità.
Sul fronte del welfare contrattuale, l’accordo prevede anche la crescita del contributo delle imprese al Fondo sanitario integrativo MètaSalute, che arriverà fino a 108 euro l’anno entro il 2015.

“L’abbiamo voluto, l’abbiamo fatto e siamo molto soddisfatti” ha detto il segretario bergamasco dei metalmeccanici  Cisl Valentino Gervasoni. “Ancora una volta grazie alla Fim e alla Uilm vede la luce un contratto firmato prima della scadenza di quello in vigore, senza scioperi e perdite di salario per il lavoratori in un contesto che continua a essere di preoccupante recessione”.

È senza dubbio un accordo di grande qualità, in cui le parti hanno assunto positivamente le proprie responsabilità per rispondere in modo intelligente a esigenze molto concrete per le imprese e per i lavoratori” spiega Gervasoni.

“La soddisfazione va anche oltre i contenuti specifici, di per sé positivi, perché pensiamo sia la condizione per favorire concretamente il rilancio delle imprese, del lavoro e delle condizioni dei lavoratori e per le prospettive del nostro paese: la rilevanza del settore metalmeccanico da questo punto di vista è indiscutibile”.

“È un’opportunità per chi in questi mesi ha seminato zizzania e foschi auspici per riconsiderare le proprie posizioni, per tornare insieme a occuparsi concretamente dei problemi della gente. Speriamo non rimanga solo un auspicio” conclude.

Importanti avanzamenti sono stati raggiunti anche sul piano normativo. In particolare sulla tutela della malattia: aumentano i periodi pagati al 100 per cento, mentre i periodi oggi pagati al 50 per cento vengono innalzati all’80.

Inoltre trascorsi 61 giorni, ogni nuovo evento viene considerato a sé stante e quindi non cumulabile con le malattie precedenti, come era previsto nel vecchio contratto, la cui regola precedente che penalizzava le malattie brevi effettuate nei tre anni è stata modificata. Da oggi , infatti, sarà calcolata sull’anno, e prevede penalizzazioni a partire dal quarto evento breve, cinque giorni.

Sulla questione dell’orario di lavoro, si è realizzato uno scambio tra esigenze individuali dei lavoratori e le necessità di flessibilità aziendale richieste dal mercato, uno scambio garantito da precise procedure.

E’ prevista la possibilità di flessibilità in entrata e uscita dal lavoro che va incontro alle esigenze familiari. Vengono aumentati di 16 ore annue i limiti previsti oggi per l’orario plurisettimanale e lo straordinario, consentendo alle aziende un mix tra questi due istituti contrattuali (fino a 120 ore annue) , ma con precisi limiti. Tale ulteriore disponibilità viene retribuita con una maggiorazione del 58 per cento. Inoltre, l’intesa amplia la possibilità dell’utilizzo individuale dei permessi (par) e consentito nei casi di malattie di figli o familiari di utilizzarli senza preavviso all’azienda.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, si è provveduto agli adeguamenti sollecitati dalla recente riforma Fornero, in particolare sull’apprendistato e sui contratti a tempo determinato sono state introdotte nuove tutele. Sul part-time si è per la prima volta ottenuta la garanzia di accoglimento della richiesta dei lavoratori in materia, sia pure nell’ambito del 4 per cento della forza lavoro.

“L’intesa raggiunta oggi” – commenta il segretario generale Fim Cisl Giuseppe Farina, – “rappresenta un segnale positivo per il Paese. Da oggi i lavoratori metalmeccanici, malgrado la grave crisi economica, avranno maggiori certezze salariali e di stabilità del lavoro , mentre le imprese potranno contare su relazioni sindacali più certe e significative che possono favorire e accompagnare la ripresa economica e il rilancio del Paese”.

“Siamo soddisfatti, i lavoratori si tutelano firmando i contratti” è il commento Nicola Alberta, segretario generale Fim Lombardia. “L’intesa difende il potere d’acquisto dei salari, smentendo chi ha lanciato falsi allarmi, ed è tanto più positiva in questa difficile fase di crisi per i lavoratori”.

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