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Messico, trovate fosse comuni con 100 vittime dei narcos

Di Redazione3 dicembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Meza Lopez dopo il suo  arresto

Meza Lopez dopo il suo arresto

TIJUANA, Messico — Macabra scoperta della polizia messicana. Gli agenti del commissariato di Tijuana, vicino al confine con gli Stati Uniti, hanno trovato due fosse comuni in cui sono stati gettati i corpi di 100 persone, assassinate durante la guerra fra narcotrafficanti che da tempo dilania il paese.

In particolare, quelle ritrovate sarebbero rimaste vittime di uno dei più sanguinari sicari messicani: Santiago Meza Lopez, arrestato nel 2009.

Subito dopo il suo arresto Meza Lopez, detto “pozolero”, aveva confessato di aver sciolto nell’acido i corpi di circa 300 persone, uccise dai killer di uno dei tanti cartelli del crimine organizzato messicano.

“Li buttavo dentro un barile, e lì si disintegravano”, ha raccontato Meza Lopez. Il compenso per la sua macabra missione, ha riferito, era pari a 600 dollari la settimana.

I resti venivano poi gettati in delle fosse dallo stesso sicario, uno dei 20 narco-killer più ricercati dalla Fbi. La novità di queste ore è proprio la localizzazione di due fosse a Tijuana, vicino alla California.

I periti hanno già iniziato a esaminare il dna dei resti rinvenuti per tentare un’identificazione dei cadaveri.

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