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Esteri

Alpinisti dispersi: sulla montagna i cani antivalanga

Di Alessandra Raimondi1 dicembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alto rischio di valanghe a Briancon

Alto rischio di valanghe a Briancon

BRIANCON, Francia — Sono ormai pochissime le speranze di ritrovare in vita i tre alpinisti italiani dispersi da 6 giorni sulle Alpi Francesi. Ieri, dopo, una ricognizione in elicottero favorita da una finestra di bel tempo, le condizioni della montagna sono di nuovo peggiorate e le ricerche sono state sospese e riprenderanno questa mattina.

L’ultimo tentativo di individuare gli alpinisti è stato fatto ieri mattina intorno alle 9. Un’equipe di soccorritori ha preso il volo a bordo di un EC-145 sfruttando il cielo limpido della mattinata e l’assenza di vento. Purtroppo intorno a mezzogiorno le ricerche sono state interrotte a causa della scarsa visibilità dovuta a un fitto banco di nuvole. La perlustrazione della zona da parte dell’elicottero del soccorso alpino francese è durata dunque circa tre ore. Poi le nuvole si sono abbassate a quota 3000 metri rendendo impossibile continuare le ricerche.

Le speranze di ritrovare in vita i tre sono ormai ridotte al lumicino. Gli alpinisti, pur esperti, non avevano con loro l’equipaggiamento adatto per il bivacco notturno a quelle quote, per giunta in condizioni termiche estremamente rigide e peggiorate con l’andare dei giorni.

Nelle prossime ore le condizioni meteo dovrebbero migliorare. Temperature ben al di sotto dello zero in quota, ma per fortuna senza vento. I soccorritori pensano di impiegare cani antivalanga, dopo aver ispezionato crepacci e burroni.

Dei tre alpinisti si sono perse completamente le tracce. Francesco Cantù, Luca Gaggianese e Damiano Barabino sono ormai sulle pendici del Dome des Ecrins da sei giorni. La situazione si fa, di ora in ora, più critica.

Secondo il comandante del soccorso alpino Nicolas Colombani l’unica speranza è che i tre abbiano deciso di rientrare dal lato meridionale della montagna, attraversando il ghiacciaio Pilatte per poi arrivare al rifugio Temple Ecrins a quota 2484.

Alessandra Raimondi

Guarda il video della terribile vetta

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