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Bergamo

Nuovo Ospedale, la Cisl chiede tempi certi

Di Alessandra Raimondi28 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il nuovo ospedale di Bergamo

Il nuovo ospedale di Bergamo

BERGAMO — “Continue e contradditorie”: così la Cisl giudica le dichiarazioni dell’azienda ospedaliera di Bergamo circa il trasferimento dei Riuniti alla Trucca.

In una lettera indirizzata al direttore generale dell’Asl Mara Azzi, al sindaco di Bergamo Franco Tentorio e al Prefetto di Bergamo Camillo Andreana, la Fp Cisl chiede ufficialmente informazioni attendibili e, possibilmente, rassicuranti.

La preoccupazione maggiore fa capo alla sicurezza. “Non basta che la nuova struttura ospedaliera sia pronta per garantire tutti i servizi utili al territorio – scrive Daniel Abraha, della Fp Cisl – ancor prima dell’apertura di questa struttura, ancor prima del trasloco delle attività e delle persone, devono essere garantite e rispettate tutte le misure in tema di sicurezza, agibilità e conformità dei luoghi di lavoro; nel pieno rispetto di tutte le leggi vigenti, in particolare a quelle relativa la salute e la sicurezza dei lavoratori”.

Negli ultimi mesi il confronto tra direzione ospedaliera e i sindacati si è basato su comunicazioni, scambi di opinioni, più o meno ufficiali, ma sempre parziali. “Non è stato predisposto un programma concreto e le informazioni date dall’azienda, spesso poi le smentite dalla stessa, hanno generato malcontento ed incertezza del processo in corso; in particolar modo sulle tematiche organizzative, di programmazione del lavoro e dei servizi, dei percorsi di manutenzione” lamentano i sindacalisti.

La Cisl chiede perciò “di organizzare un confronto che coinvolga le diverse parti interessate per palesare in modo chiaro e concreto come stanno realmente le questioni in sospeso: certificazioni, collaudi, sicurezza, agibilità, con un intervento che possa contribuire a stemperare questa inutile e dannosa situazione di tensione e di incertezza che serpeggia tra lavoratori e cittadini”.

Un altro tema caldo riguarda il parcheggio che servirà il Nuovo Ospedale. “Questi parcheggi – scrive sempre Abraha – sarebbero destinati ad avvantaggiare l’usufruibilità degli operatori e degli utenti, che accedono ai servizi erogati dalla struttura ospedaliera, ma purtroppo è evidente una loro pesante penalizzazione data dall’attuazione della convenzione stipulata tra Provincia di Bergamo e gli Ospedali Riuniti di Bergamo, con una tariffa oraria di 1,10 €. una franchigia di 15 min., ed uno sconto dopo la sesta ora”.

“Questa tariffa può essere considerata in linea ad un normale parcheggio privato della città, – aggiunge la sindacalista – ma forse non si è considerato che il suo l’utilizzo è destinato a ragioni prettamente di salute. Ciò che appare è che vi è chi ci guadagna a discapito di chi ne subisce il costo e credo che dobbiamo porci alcune domande in merito a tale scelta”.

Nella convenzione è stato stabilito che 1200 posti auto verranno utilizzati dall’Azienda ospedaliera, per i propri dipendenti e per i pazienti. La stessa, però, dovrà pagare alla società che gestisce i parcheggi una quota di 50 € cadauno, rivalutata annualmente con le rivalutazioni Istat (con costo iniziale di 720mial euro).

“A questo riguardo i lavoratori si aspettavano che i parcheggi venissero pagati integralmente dall’Azienda ospedaliera, per non essere penalizzati ancora visto l’andamento economico e il blocco contrattuale degli ultimi anni. Invece la sorpresa che si ritrovano è che se vorranno usufruire del parcheggio, dovranno farsi carico di una quota giornaliera in modo proporzionato al proprio reddito. C’è poi il pericolo che in certi orari e col cambio turno ci sarà un picco di utilizzo dei posti auto superiore ai 1200, limite di disponibilità per i dipendenti, e quindi l’eccedenza dovrà essere pagata a tariffa oraria piena”.

“Non si mette in discussione che la convenzione non doveva essere fatta, ma stipulando questi accordi non pensavo proprio che la scelta mirasse a far pagare i cittadini di Bergamo e provincia, e leggendo la transazione stipulata, si può capire come gli introiti vanno nelle casse del gestore per i primi 30 anni e per gli ulteriori 20 anni nelle casse della Provincia di Bergamo; mentre l’Azienda ospedaliera pur introitando una quota fissa annua, variabile tra i 280 e i 360mila euro, deve comunque versare come differenza una quota annua, variabile tra 440-700mila euro. Questo da una idea di come si possano fare le convenzioni, a favore di qualcuno e a scapito di altri” conclude l’esponente della Cisl.

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