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Politica

Fermare il declino: Oscar Giannino fa il pienone a Bergamo

Di Redazione28 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Oscar Giannino, leader di "Fermare il declino"

Oscar Giannino, leader di “Fermare il declino”

BERGAMO — L’aspetto da dandy e quei baffi ottocenteschi traggono in inganno. Sono ben piantati in questo secolo i piedi di Oscar Giannino, leader del movimento “Fermare il declino”, che ieri sera è stato protagonista di un convegno da tutto esaurito al Centro congressi Giovanni XXIIIesimo di Bergamo.

Ottocento persone in un martedì di pioggia, per parlare di politica, non sono cosa da tutti. C’è fermento nella società italiana e bergamasca. Un fermento provocato – e quasi obbligato – dalla crisi economica che impone nuove idee e, di conseguenza, nuovi personaggi. Giannino è uno di questi. Istrionico nella sua camminata sul palco, predicatore a metà strada fra Beppe Grillo e un professore accademico, il giornalista economico ha proposto le sue ricette per il paese.

Un programma in 10 punti che si basa sulla riduzione del debito pubblico, della spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del Pil nell’arco di 5 anni, della riduzione della pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni, della liberalizzazione di settori ancora non pienamente concorrenziali, del sostentamento dei livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti. E poi adottare immediatamente una legislazione organica sui conflitti d’interesse, far funzionare la giustizia; liberare le potenzialità di crescita, lavoro e creatività dei giovani e delle donne; ridare alla scuola e all’università il ruolo, perso da tempo, di volani dell’emancipazione socio-economica delle nuove generazioni; introdurre il vero federalismo con l’attribuzione di ruoli chiari e coerenti ai diversi livelli di governo.

Soluzioni a problemi concreti, dunque. Ora come finirà è tutto da vedere. Così come da valutare l’efficacia di una convergenza con “Italia Futura” di Montezemolo e “Verso Nord”, forte in Veneto molto meno in Lombardia. Ben altro sarebbe un’eventuale alleanza con Matteo Renzi in uscita dal Pd dopo le primarie.

Certo è che il movimentismo sembra aver del tutto soppiantato i partiti nella considerazione degli italiani. Il problema è che dopo la fase del debutto serve una presenza costante sul territorio. E senza strutture adeguate e relativi capitali, c’è il rischio che iniziative anche di rilievo naufraghino inevitabilmente nell’impalpabile mondo virtuale della rete.

Oscar Giannino a Bergamo: guarda il video

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