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Bergamo

Ubi, la Uilca: non paghino sempre i lavoratori

Di Redazione26 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ubi Banca

Ubi Banca

BERGAMO — “Consideriamo essenziale il superamento dal tavolo della discussione di qualsiasi intervento obbligatorio, sia nei confronti del personale che avrebbe i requisiti per l’adesione alle prestazioni straordinarie del Fondo di solidarietà, sia nei riguardi dell’eventuale richiesta avanzata dall’azienda di introdurre una riduzione/sospensione dell’orario di lavoro – c.d. “giornate di solidarietà” – avvalendosi delle prestazioni ordinarie previste dal Fondo di solidarietà”. Lo precisa la Uilca di Bergamo in merito alla questione dei tagli del gruppo Ubi Banca.

“Qualsiasi forzatura sull’obbligatorietà nell’utilizzo degli interventi proposti rappresenta una inaccettabile posizione che non trova rispondenza con la realtà contingente di questo Gruppo”, spiega il sindacato.

“Per cercare di trovare una soluzione rispetto alla procedura sulle ‘Tensioni occupazionali’ dichiarate dal Gruppo UBI Banca, conclusasi senza accordo mercoledì 17 ottobre e che prevede, fra le altre cose, la volontà aziendale di voler ridurre il costo del personale per 115 milioni di euro (di cui almeno 70 entro fine anno), l’istituto in questione ha voluto riconvocare le organizzazioni sindacali nelle giornate di mercoledì 21 e giovedì 22 novembre”.

“La segreteria Uilca del Gruppo UBI Banca considera significativo il percorso compiuto dall’azienda circa la decisione assunta rispetto alla ripresa del confronto sul delicato tema in discussione, ma ritiene ancora non soddisfacenti le soluzioni proposte dalla delegazione aziendale”.

“Rispetto alla posizione sostenuta dai sindacati al tavolo delle trattative, pienamente confermata dalle lavoratrici e dai lavoratori durante le assemblee che si sono svolte in tutte le principali “piazze” italiane dove è presente il Gruppo UBI Banca, le due giornate di trattativa sono servite per mitigare alcuni aspetti rilevanti ma, secondo la Uilca, il risultato complessivo non è ancora sufficiente rispetto ad alcuni princìpi ritenuti fondamentali quale, per esempio, la volontarietà nell’utilizzo delle leve individuate dall’Azienda (D.M. 28/4/2000 n. 158 sia nella parte ordinaria che straordinaria) per far fronte alla riduzione del personale considerato in esubero”.

“La Uilca non si sottrae dalla prosecuzione del confronto, che avverrà lunedì 26 novembre, e continuerà a ricercare una possibile sintesi condivisa e condivisibile. Allo stesso tempo però asserisce fermamente che non sono accettabili condizioni che ledono la dignità dei lavoratori”.

“Proprio perché abbiamo attentamente valutato l’incidenza economica generale e gli effetti negativi prodotti: non ravvisiamo equità negli interventi strutturali che ci sono stati sottoposti. Per la Uilca non può esserci condivisione quando gli “oneri” da sostenere continuano ad essere addossati solo e sempre sui lavoratori. Non regge più l’equazione secondo la quale i lavoratori, per ordine e grado, devono continuare a subire riduzioni salariali e occupazionali mentre il Top management e gli Amministratori restano esclusi da qualsiasi intervento volto alla riduzione dei costi complessivi”.

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